The Magnetic Fields - I (2004)
La band vive nel grande mare della musica indie fino al 1999 quando Merritt, che voleva fare un musical sull'idea di amore partendo dai Sonetti di William Shakespeare, non pubblica 69 Love Songs: un disco che raccoglie appunto 69 brani sull'amore, in tutte le sue forme, che dal 2000 regala al gruppo un clamore inaspettato. Che mette in moto l'estro creativo infinito di Stephin Merritt
Nel 2001 il sesto disco Hyacinths And Thistles ; il 2002 vide il secondo lavoro dei Future Bible Heroes, un suo progetto parallelo e la colonna sonora del film di James Bolton, Eban And Charley; nel 2003 realizzò un'altra colonna sonora, questa volta per il dramma di Peter Hedges, con, Katie Holmes dal titolo Schegge Di April. Quasi cinque anni dopo Love Songs, i Magnetic Fields sono tornati con I, una raccolta dove per decisione sua scompare il tanto amato sintetizzatore con tutti i suoni elettronici, per fare un nuovo disco sulla vita sentimentale fatta di amore, emozione e perdita che fa ampio affidamento su violoncello, chitarra e la più egoistica delle vocali, la lettera I. Infatti I ha tutte le canzoni che iniziano I (spesso "I" della prima persona singolare inglese) e sono in rigoroso ordine alfabetico.
La cucina di Merritt produce dolciumi pop che esteriormente sembrano deliziosi, ma nascondono a volte il retrogusto amaro. Sarà anche uno stalker di rime intelligenti su romantici senza speranza e occasioni perdute, ma sono i falliti e gli sconfortati a ricevere il peso della sua ossessiva attenzione ai dettagli. Nella ninna nanna ingannevole I Was Born, si lamenta: "Invecchiare è come uccidere un bambino che rideva e sorrideva a qualsiasi cosa". Lo spettro dell'età non è immune al dolore di un cuore spezzato, e la densa estetica Brill Building di brani come I Don't Believe You e I Looked All Over Town risuona con quel tipo di disperazione che di solito è riservata ai giovani e agli ingenui. È quantomeno spiazzante la gioia della musiche rispetto ai titoli: I Don't Really Love You Anymore, o la stupenda I Thought You Were My Boyfriend (I thought I was just the guy for you and it would never end\I thought we were supposed to be like glue\I thought you were my boyfriend (...) Love or not, I've always got ten guys on whom I can depend\And if you're not mine, one less is nine, get wise\I thought you were my boyfriend) che usa una drum machine. C'è di tutto: brani in stile cabaret come In An Operetta sono arricchiti dalla nuova estensione vocale del cantante, che si definisce "orribile", e quando svela un falsetto sorprendentemente dolce e delicato nella splendida chiusura, It's Only Time, la voce dell'ascoltatore si spezza insieme a lui. E chissà chi è Irma a cui dedica una bellissima canzone.
In copertina, la I è un'opera di Fred Tomaselli, famoso per i suoi lavori dove i materiali più disparati sono i supporti per iper dettagliate opere pittoriche, che sembra una ottima metafora per la musica di Merritt. E per capirlo a fondo, vi consiglio un documentario di Kerthy Fix e Gail O'Hara, dal titolo Strange Powers: Stephin Merritt And The Magnetic Fields, del 2010, che vinse anche premi in giro per il mondo, che raccoglie la magia e la particolarità del gruppo in oltre 10 anni di riprese, un arco di tempo mi permetto di dire appena sufficiente per raccogliere la pazza magia di questo musicista e della sua immaginifica creatura musicale.

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