Peter Gabriel – I/ O (2023)

di Piermattia Vantaggi

Peter Gabriel, riconosciuto all’unanimità come uno dei più grandi e innovativi musicisti contemporanei, ci regala un nuovo preziosissimo album: “I/O”. Sono passati ben ventun anni dal suo ultimo disco di inediti “Up“. Tutti, infatti, ci chiedevamo se mai l’artista inglese ci avesse fatto il grande favore di rilasciare nuovi brani e, finalmente, dopo un lunghissimo periodo di tempo (simil purgatorio), quel momento è arrivato. L’ultimo capolavoro del frontman dei Genesis è frutto di un intenso lavoro durato ben trent’anni, di rimandi continui e di uno sviluppo travagliato. “I/ O” è dunque un album che danza tra passato, presente e futuro.

Così come negli anni ’90 il nostro si divertì a sperimentare con i CD – Rom, tramite giochi interattivi che permettevano all’ascoltatore di remixare i brani, così adesso si diverte con i mix. Su Spotify, infatti, se decidessimo di ascoltare l’album noteremmo subito essere presenti due distinte “versioni” dei pezzi: “Bright side mix” e “Dark side mix”. Non è finita qui perché esiste una terza versione degli stessi brani, ovvero la In–side mix, la versione in Dolby Atmos curata da Hans-Martin Buff. Tutte queste versioni sono state curate da diversi ingegneri del suono e presentano sfumature dissimili l’una dall’altra. Lo stesso Gabriel ha preso questa decisione proprio per valorizzare il mastodontico lavoro fatto in sede di registrazione e mix. Dopotutto, avendo a disposizione i migliori produttori del mondo, sarebbe stato davvero un peccato non porre l’accento sui diversi mood che sono stati raggiunti in fase lavorativa. Questo preambolo è necessario ai fini di una “corretta” fruizione di “I/ O”, un disco che viene reso magico proprio grazie alla cura riposta nello stesso, alla minuzia dei particolari che rende ogni singola traccia, filtrata da ogni singolo mix, un vero e proprio tesoro.

La direzione dell’album, se guardato da una prospettiva piuttosto canonica, è quella di un disco pop di qualità ovviamente altissima. Ogni traccia funziona, rappresenta un vero e proprio mondo a se stante. Se andiamo a pescare nel mucchio, infatti, non troveremo brani più forti di altri, tutt’altro. Forte delle numerosissime collaborazioni tra cui possiamo citare la figlia dell’artista Melanie, gli archi della New Blood Orchestra, il chitarrista David Rhodes, il bassista Tony Levin e il batterista Manu Katché, nonché della maestria compositiva di Peter Gabriel, “I/ O”, è uno di quei dischi magici, che sicuramente farà parlare di se.

I vari mix proposti possono accontentare l’uno o l’altro ascoltatore, a seconda dell’inclinazione di gusto che possiedono. Le tracce però, ed è bene chiarirlo, funzionano a prescindere dalla versione che s’intende ascoltare. Le stesse rappresentano un continuum stilistico della proposta di Peter Gabriel che alla veneranda età di settantatré anni continua ancora a stupire in quanto a genio ed inventiva. Per un album del genere bisognerebbe per un attimo accantonare la retorica e consigliarne unicamente l’ascolto ripetuto. Essendo pregno di sostanza, nonché di forma, le parole non trovano la loro utilità, non vanno a riempire nessun buco produttivo né nessuna mancanza artistica. “I/ O” di Peter Gabriel è un disco che va semplicemente ascoltato e che, in nessun modo, mostra il fianco a difetti di alcun tipo, almeno personalmente, confermandosi come un’attesa ampiamente ripagata.

Grazie Peter, si vede che ti sei scervellato per far uscire questo capolavoro.

 

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