One Adam One - Where Do I Begin (2023)

di Remo Ricaldone

Dietro al nome One Adam One si celano due veterani della scena roots-rock di St. Louis, Missouri, Adam Reichmann e Todd Schnitzer, fin dagli anni novanta frontmen dei Nadine, interessante band che fece parlare di se per la freschezza della proposta, purtroppo rimasta a livello di culto soprattutto nel midwest. Ora i due ci riprovano debuttando con questo ep che mostra quanto la loro poetica sia intrigante ed evocativa e meriti senz’altro un ascolto attento da parte di coloro che apprezzano ‘americana’ e suoni alternative country. “Where Do I Begin” unisce alt-country a certi suoni roots di Tom Petty e Big Star con inevitabili innesti pop e una ricerca melodica di qualità, abbandonandosi a volte ad un ‘indie folk’ dai toni pastello. Solo cinque brani che però riescono a mettere a fuoco una vena che non si è esaurita con gli anni ma che ora riemerge con bravura iniziando proprio dalla title-track “Where Do I Begin” giocata su atmosfere acustiche quasi ‘younghiane’ che rimandano anche a certe sonorità care ai Son Volt più roots. La seguente “Living Between The Lines” ha suoni più contemporanei e apre nuove frontiere alle sonorità di Adam Reichmann e Todd Schnitzer pur non rinnegando le proprie radici musicali, riprendendo come ispirazioni i Jayhawks che fungono da ‘guida spirituale’ anche per la bella “Hollywood Ending”, tra le punte di diamante del disco. “Cold Murmurs” prosegue in bilico tra folk e pop con un’altra melodia che si fa apprezzare per sincerità e poesia e apre la strada a quella che a mio parere è il vero gioiello di questo (purtroppo) breve excursus, la conclusiva “Platte River”, magnifica ballata che ha il sapore dei classici senza tempo. Assolutamente affascinante. Come appendice, ma solo a livello digitale, c’è una versione di “Living Between The Lines” ‘ripulita’ dal linguaggio ‘esplicito’ per la sua trasmissione nelle stazioni radio. Giusto una curiosità che non sposta il giudizio più che positivo su “Where Do I Begin”, ghiotta occasione per conoscere uno dei molti segreti ben custoditi della scena roots come Adam Reichmann, bravo autore e cantante nel dar voce agli affascinanti spazi del midwest.




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