The Last Great American Dynasty - Taylor Swift 

di Eva Barros Campelli

Se sei come me, hai sempre scritto, da che ne hai memoria. Non l’hai fatto per il semplice atto di scrivere, o perché immaginavi storie e volevi raccontarle; né l’hai fatto per comunicare con qualcuno che già conoscevi o che volevi conoscere. Hai scritto per amore, e perché non c’era nessun altro a cui dire questa cosa, che potesse capire. Se sei come me, ti fidi degli altri. Li ascolti attentamente, li interrompi a fatica, preferisci dare piuttosto che ricevere o prendere spazio; e siccome li ascolti attentamente, sai che gli altri leggono la realtà intorno a loro come uno specchio dei propri drammi interiori. Sai che quando una persona ti dice che non si fida degli altri, è perché non si fida di se stessa. Se sei come me, sbagli molto ma ti piace sbagliare, in fondo, perché sai perdonarti e di conseguenza perdonare. Perché hai bisogno di sbagliare, per poter capire meglio cos’è davvero giusto. Perché credi ancora nel cambiamento, nel tuo e in quello degli altri. Se sei come me, vorresti avere vicino una persona come me, perché sai che io sono una bella persona, e ti senti tu stesso una bella persona. Se sei come me, quando una persona ti dice che non si sente una bella persona, sai che non è una bella persona, e ti dispiace per lei. Perché le belle persone sanno benissimo di essere delle belle persone, e questo è il loro segreto più grande. Se sei come me, a volte ti metti a piangere di nascosto perché cerchi l’oro che ti appartiene, e non lo trovi mai, anche se pensi sempre che sia dappertutto. Se sei come me, chi ti sta intorno si fa spesso un’idea fondamentalmente sbagliata della tua persona: pensa che siamo uguali a loro, che non ha mai conosciuto una persona così identica a loro. Quel che non sa è che noi siamo uguali a chiunque, perché non ci sentiamo più diversi degli altri. Perché siamo i veri umili della terra, perché sappiamo di valere abbastanza, perché il valore più autentico e l’umiltà più autentica sono strettamente connessi. Se sei come me, cerchi di addolcire la realtà degli altri; perché sai che il mondo è violento, conosci bene la sua violenza, e vuoi proteggere chi ami. Perché almeno tu puoi farlo. Se sei come me, sei una persona onesta che pensa che l’onestà non sia nulla senza la tenerezza, e senza la protezione. E che i profeti dell’onestà sono sempre i più violenti di tutti. Se sei come me, non sei mai solo, ma sei condannato alla solitudine. Perché non puoi permetterti di essere te stesso sino in fondo, perché essere se stessi sino in fondo significa calpestare gli altri, significa essere egoisti. Se sei come me, sei estremamente sensibile ma per nulla fragile, perché sai che essere forti è la cosa più generosa, che non esiste vera forza senza vera sensibilità. Se sei come me, puoi contare su di me. Lo sai. E forse continuerò a scriverti per il resto della mia vita, finché non morirò. Perché spero di poter contare su di te, un giorno di questi. Perché so che potrò farlo, e perché niente ha senso se non che ciò che è vero. Se sei come me, sei vero, ed esisti. E io sono felice, perché mi basta saperlo. 

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