Belle and Sebastian - Late Developers (2023)

In questi 27 anni di onorato servizio, la parabola dei Belle And Sebastian ha già più volte attraversato fasi di grande rigogliosità creativa. Si pensi al primo anno di vita del collettivo scozzese, il 1996, quando pubblicò due capolavori come ‘Tigermilk‘ e ‘If You’re Feeling Sinister‘ a distanza di soli 5 mesi, o ai tre EP usciti nel 1997, o a gli altri tre arrivati tra dicembre 2017 e febbraio 2018. Analogamente, anche le sessioni di registrazione che hanno dato vita a ‘A Bit Of Previous’, pubblicato lo scorso maggio, celavano ulteriori sorprese, raccolte in questo ‘Late Developers‘, che dagli stessi canali ufficiali del gruppo viene definito il suo “companion album“. Una breve nota della Matador Records aggiunge un’ulteriore definizione: “il cugino baciato dal sole (…) un abbraccio alle inclinazioni più luminose della band“. Una chiara indicazione che non si tratta di una raccolta di seconde scelte, ma che è stata una precisa scelta estetica a ripartire i brani tra le due opere.

E in effetti si balla ancora più del solito in ‘Late Developers‘, anche in modi diversi tra loro: c’è un synth-pop da club come il singolo ‘I Don’t Know What You See In Me‘, le danze di gruppo della title-track e di ‘So In The Moment‘, un tris di pezzi perfetti per una festa in casa come ‘Give A Little Time‘, ‘When You’re Not With Me‘ e ‘Do You Follow‘. Nel suo complesso, il dodicesimo LP della carriera di Stuart Murdoch e soci è comunque molto versatile, e contiene anche qualche passaggio che non può che far piacere ai fan della prima ora: il crescendo emozionale dell’opener ‘Juliet Naked‘, la nostalgica ‘When We Were Very Young‘ e soprattutto ‘When The Cynics Stare Back From The Wall‘, scritta dal frontman nel lontano 1994 (quando i B&S ancora non esistevano) ma incisa soltanto ora con il featuring vocale di Tracyanne Campbell dei Camera Obscura.

È una composizione, quest’ultima, che si eleva imperiosamente rispetto a tutte le altre, provenendo da un epoca mai più qualitativamente eguagliata dalla band di Glasgow. Anche il resto di ‘Late Developers‘, ad ogni modo, non è poi così male. Anzi, a livello melodico pare il loro disco più ispirato degli ultimi 5-6 anni, traendo indubbio vantaggio dalla decisione presa in fase di compilazione. Alla stregua del succitato ‘A Bit Of Previous‘ o di ‘Days Of The Bagnold Summer‘ (2019) non propone granché di rivoluzionario, ma esplora qualche traiettoria inconsueta, risultando più vivace e frizzante. E poi – ed è ciò che conta – ha sostanzialmente canzoni migliori. 

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