Scott Hardware - Ballad Of A Tryhard (2022)

 di Matteo Contri

È tempo di rivelazioni, per Scott Hardware. L’artista di base a Toronto giunge alla terza prova sulla lunga distanza assolutamente consapevole della necessità definitiva di spiccare il volo, di mostrare appieno le sue potenzialità, e decide di farlo senza mezzi termini, mettendosi a nudo in pompa magna per dimostrare tutto il suo talento autorale.

Se nelle prove passate il songwriter canadese lasciava intravedere stralci di estremo talento melodico nascosti accuratamente in mezzo a trame strumentali ingegnose ed accattivanti, in questo “Ballad Of A Tryhard” trascina prepotentemente in primo piano le sue delicate melodie e le veste principescamente per l’occasione, con abiti eleganti e preziosi ma mai eccessivi.

Le dieci canzoni di questa nuova prova spiccano per sincerità e immediatezza, ma ogni pezzo è studiato a fondo con una cura dei dettagli di arrangiamento da grande autore. Aperture orchestrali estatiche fanno da contraltare ad armonie dismesse e dolci, che lasciano trasparire l’animo gentile del loro creatore.

La doppietta iniziale “Summer”-“Metaterranean” si fa cartina di tornasole degli umori riappacificati di Scott dopo il soggiorno nella tranquilla Elche, in Spagna, dove ha trovato un romantico e rinvigorente rifugio dopo un periodo complicato.

Il primo dei due pezzi sembra quasi riprodurre le atmosfere di un lento ballo al chiaro di luna negli affascinanti palmeti della città valenciana, mentre il secondo brano è più umbratile ma rischiarato dalla speranzosa luce della luna iberica sui ritornelli.

Scott dimostra la sua camaleontica qualità di compositore attraverso la sofisticatezza degli arrangiamenti, che non soffocano mai la scrittura e ne esaltano le morbidezze senza farle scadere in un pantano melassoso.

“Another Day Ending” e la conclusiva “Underdog” richiamano così compiutamente le delicatezze simil-80's di Destroyer, con la seconda impreziosita da un sax mellifluo dal sapore di “Careless Whisper”.

Hardaware si dimostra anche abile ad alternare qualche leggera accelerazione ritmica, come nell’epica cavalcata quasi western di “Waternsnake”, ad aperture orchestrali dal sapore ora cinematico (“Is Something Wrong Tonight”) ora squisitamente barocco (“Dentera”, che vanta un meraviglioso arrangiamento al clavicembalo), senza celare mai anche un certo affascinante savoir faire da cantore noir, incarnato alla perfezione dal sinuoso basso della più lussuriosa “Sing Like That”.

Tra pianoforti danzanti e archi romantici, tra chitarre lascive e fiati struggenti, Scott Hardware accarezza dolcemente i suoi ascoltatori sussurrando loro di prendersi un momento per rifiatare e assaporare la vita, che a volte è semplice come una parola d’amore.

“Ballad Of A Tryhard” è un disco forte come le cose delicate, un disco che in questo momento così complesso e teso fa risuonare gli animi con grazia.

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