PFM - Live In Japan 2002 (2002)

Le storie musicali dedicate al Giappone, che dopo le Olimpiadi in questi giorni ospita le Paraolimpiadi, la voglio finire raccontandovi dell’amore del pubblico giapponese per la musica progressive: esistono ancora oggi centinaia di fan club dei mitici gruppi del Progressive europeo, e un numero incredibile riguardano le band del progressive italiano. Vuoi per la magnificenza sonora, vuoi per i richiami alla musica classica, amatissima dai nipponici (sebbene lontanissima dal loro culturale musicale autoctono), ogni gruppo deve tantissimo come seguito e vendite al mercato giapponese, per il quale sono uscite edizioni speciali, cofanetti unici e soprattutto tour seguitissimi. Il disco di oggi celebra e illustra come a distanza di decenni dal periodo d’oro del prog le band siano ancora seguitissime. La Premiata Forneria Marconi è stata uno dei gruppi principi non solo della musica progressive italiana, ma mondiale: lo dimostrano il fatto che sia stata l’unica in classifica sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti, l’unica con un tour negli USA (immortalato in parte nel mitico Live In The USA del 1974) e può vantarsi di aver suonato alla Royal Albert Hall dove incontrarono persino la Regina Elisabetta. Nel 2002, in occasione del quarantennale di uno dei dischi più belli della musica progressive europea, Per Un Amico (1972) intrapresero un tour mondiale che toccò anche il Sud America, l’Europa e appunto il Giappone. Dove le 7 date organizzate andarono subito tutte esaurite. Il disco fu registrato in maniera impeccabile al Club Città di Kawasaki il 12 Maggio del 2002. La PFM era in formazione tipo (non la primissima formazione, dove c’era il genio creativo di Mario Pagani): Franz Di Cioccio (batteria, percussioni e voce), Patrick Djivas (basso), Franco Mussida (chitarra, voce), Flavio Premoli (tastiere, voce), Lucio Fabbri (violino, tastiere e chitarra) e Piero Monterisi (batteria). Tranne Monterisi, alla prima grande esperienza all’estero, qui c’è una line up fenomenale per tecnica, carattere e che dal vivo si capisce telepaticamente, per risultati quasi sempre memorabili. Il Disco, composto da 2 CD, si apre però con due pezzi in studio, e che pezzi: il primo è Sea Of Memory, pezzo inedito con musica della PFM e testo e voce del mitico Peter Hammill, leggendario leader dei Van Der Graaf Generator e una delle voci del prog; canzone meravigliosa che sa di quei tempi, con andamento drammatico omaggio chiaro alla musica suggestiva e marziale dei VDGG. Poi il secondo brano in studio è una cover sentita di Bandiera Bianca del Maestro Franco Battiato, un piccolo omaggio al cantautore siciliano che proprio in quei mesi precedenti aveva scelto Impressioni di Settembre per una cover in Fleurs3. Poi inizia il live, spettacolare, dove tra alcuni dei classici senza tempo della band, che apre le danze con La Carrozza Di Hans, si pesca anche negli album minori: la meravigliosa Peninsula, scritta da Mussida durante il tour negli USA, Out Of The Roundabout, pezzi più recenti dagli album Ulisse e Serendipity (rispettivamente del 1997 e del 2000, più orientati al rock classico che alle peripezie del prog di un tempo), poi improvvisazioni (Tokyo piano solo, Tokyo Wlectric Guitar Jam/Altaloma 5 till 9 e la Tokyo Violin Jam che poi sfocia nel Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini). E poi tutto l’album Per Un Amico, qui nella sua versione Inglese che si intitolava Photos Of Ghosts: Greg Lake si innamorò tanto della loro musica che chiese al paroliere dei King Crimson, Peter Sinfield, di riscrivere i testi in inglese di capolavori come Appena Un Po‘ che diviene River Of Life, È Festa - Celebration, qui in versione entusiasmante, Per Un Amico - Photos Of Ghosts, Generale - Mr. 9 ‘till 5 e Geranio - Promenade The Puzzle. Il sodalizio continuerà con The World Became The World del 1974. in cui il brano omonimo è la versione inglese di Impressioni Di Settembre, e da quel disco è ripresa la bellissima La Luna Nuova, che prenderà il titolo di Four Holes In The Ground: spesso la band canta metà brano in italiano e l’altra metà in inglese dei corrispondenti pezzi delle versioni per il nostro paese e di quelle internazionali. Non manca una Impressioni Di Settembre che manda in visibilio il pubblico, ma è l’intesa perfetta tra i musicisti, la tecnica sopraffina, gli innesti meravigliosi degli assoli che danno idea della bravura e del meritano successo di questa band italiana. Esiste anche una versione DVD, con anche pezzi inediti che è un boccone pregiato per i collezionisti. Non solo giapponesi.

Commenti

Etichette

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Ani Difranco – Simultaneously (2021)

Quicksilver Messenger Service - Happy Trails (1969)

Prince