3 Pieces - Vibes Of Truth (1975)

Chi ha letto un po’ la rubrica probabilmente sa che io adoro le storie dei dischi che provano in maniera spesso inequivocabile di come le vie del successo musicale siano pressochè insondabili. Il disco di oggi, sebbene sconosciuto, è da considerarsi come uno degli esempi migliori della musica afroamericana degli anni ‘70 e aveva tutto per diventare un successo: una casa discografica di grido, la Fantasy, fondata da Max e Sol Weiss nel 1949 a San Francisco, che dopo aver prodotto il miglior jazz bianco (con i dischi del grandissimo Dave Brubeck) in quegli anni si stata facendo strada nella musica nera dopo aver acquisito nel 1973 la Stax di Memphis; la produzione di Donaldson Toussaint L'Ouverture Byrd II, per tutti Donald Byrd, fenomenale trombettista che dopo aver passato tutti gli stili del jazz ed aver suonato con i suoi più grandi interpreti (da Gillespie a Coltrane, da Rollins a Monk) nel 1971 aveva ricevuto la cattedra dal Dipartimento di Black Music alla Howard University di Washington, iniziando così alla carriera musicale una intera generazione di nuovi artisti. Nel 1973 alcuni suoi ex studenti infatti furono scelti da Byrd per creare un gruppo, The Blackbyrds, che in quegli anni cercavano di sperimentare accostamenti sapienti di jazz, funk e soul. Nel 1974 i Blackbyrd pubblicano il loro secondo disco, Flying Start, sempre prodotto da Byrd, che ha una hit single favolosa, Walking In Rhythm, che venderà oltre un milione di copie e riceverà una nomination ai Grammy dell’anno successivo. Nel 1975, Byrd è desideroso di ripetere l’esperimento, e mette in piedi questo gruppo, i 3 Pieces. Composto da tre sublimi e favoloso giovani polistrumentisti, Andre Richardson, Jerry Wilder, Lincoln Ross rispetto ai Blackbyrds erano più orientati al Jazz e nonostante lo sforzo produttivo, il loro unico album, Vibes Of Truth, non ebbe la necessaria spinta per ripetere il successo dei loro epigoni più funk e rimane un misconosciuto “one wonder”. Tuttavia non si può non dire che Vibes Of Truth è davvero un capolavoro che copre tutti gli stili, dal soul al funk al jazz. Insieme a Byrd, suonano alcuni membri degli stessi Blackbyrds, Ray Parker Jr. alla chitarra e arrangia gli archi Wade Marcus, che negli stessi anni pubblicò due ottimi dischi soul. Il tocco fenomenale del groove dei brani è assolutamente irresistibile, Backed Up Against The Wall, Concrete Jungle e I Need You Girl rapiscono per la perfezione sonora, per la bellezza del canto e delle musiche; l’intro di violini di Cool It è irresistibile, Vibes Of Truth è il perfetto brano da club, da sorseggiare con calma apprezzando la voce di Lincoln Ross, davvero da crooner. Self Dealin’ è una intensa prova canora a tre, Virtue sa di perfezione alla Steely Dan. If I Could Only Prove You lo considero, personalmente, uno dei brani più eccezionali e misconosciuti della musica nera. Solo un brano non è autografo, ed è la cover strumentale di Shortnin' Bread, brano folk afroamericano della fine dell’800, divenuto uno standard dopo la pubblicazione di un testo ad opera dello scrittore James Whitcomb Riley agli inizi del 1900. Il disco come detto ebbe pochissimo successo, e nonostante la formidabile squadra di supporto non permise più ai 3 Pieces di continuare la loro carriera. Dei tre, Richardson continuerà ad essere apprezzato sessionista con numerose partecipazioni a dischi e tourneè. Nel 2010, la Ace Records, che è la casa discografica fondata da Boy George, ha ristampato il disco, con un missaggio leggermente diverso dall’originale Fantasy, con un bellissimo libretto storiografico e retrospettivo. Se le classifiche all’epoca non sorrisero ai 3 Pieces, un po’ di rivincita lo dà il collezionismo: i dischi originali Fantasy del 1975 sono tra le prede più ambite dai collezionisti, con punte di 250 dollari per quelli in condizioni migliori. Rimane un disco suggestivo e che si ascolta con facile coinvolgimento, mostrando che è invecchiato bene e che i misteri della musica non finiscono mai di stupire.

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