Andromeda - Andromeda (1969)

Londra, fine anni ‘60: è il periodo giusto per fondare una rock band. Siamo al culmine della parabola che lega la musica alla vita giovanile. I ragazzi inglese, la prima generazione del baby boom nati dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale è la prima che ha usufruito del sistema sanitario nazionale, di una istruzione pubblica fino ai 16 anni e i salari dei loro genitori erano al massimo potere d’acquisto. John Du Cann è un giovane chitarrista e cantante che ha in mente di mettere su una band come i Beatles. Allo stesso tempo è affascinato dal suono sporco, aggressivo, che arrivava distillato sull’isola dell’Atlantico dagli Stati Uniti, un modo caldo, ruvido, elettrico di plasmare la materia musicale. Inizia nel 1968 con un gruppo che si chiama Attack, che si rifà sfacciatamente alle atmosfere psichedeliche californiane. Dura pochissimo, ma ha il tempo di far amicizia con Richard Shelman, cantante: decidono di formare un nuovo gruppo, gli Andromeda, come la mitologica principesse dell’Etoipia liberata da Perseo dal suo supplizio, incatenata per essere preda di un mostro marino per essere stata definita dalla madre più bella delle Nereidi. La prima formazione comprendeva anche il bassista Roger Dean ed il batterista Keith Hodge. Ma si scioglie dopo poche esibizioni. Du Cann è testardo e mantiene il nome, reclutando, in una formazione a trio come i Cream e la Jimi Hendrix Experience, Mick Hawkworth al basso e seconda voce e Ian McLaine alle percussioni. La fortuna volle che furono invitati dal dj radiofonico John Peel, immenso talent scount, nella sua trasmissione della BBC Top Gear. L’esibizione fu favorevolmente buona e la RCA li mette sotto contratto, prima con il singolo Go Your Way/Keep Out ‘Cos I’m Dying e nello stesso anno, 1969, il disco d’esordio, omonimo, Andromeda. La copertina anticipa l’estetica progressive, ma ammicca anche alla psichedelia californiana: in realtà musicalmente è un mix fortissimo di stili, idee e tecniche strumentali elevatissime, che in quegli anni saranno il calderone musicale da dove nasceranno l’hard rock e il progressive. In scaletta 8 brani, sette a firma Du Cann e uno a firma Hawkworth. Si parte con l’intro feroce e veloce di Too Old, una sorta di continuazione di My Generation dei The Who, un rock blues dimenticato ma stupendo; poi Days Of the Change, che ha l’andare ammaliante e proto-progressive che si scioglie nella slide solare di And Now The Sun Shines, che quasi spiazza per il suo suono “californiano”. Turns To Dust è divisa in tre “stanze” (Discovery, Sanctuary e Determination) ed è un rock creativo, fortissimo che per molti critici anticipa addirittura le dinamiche delle canzoni glam, tra epico, cori che si sovrappongono e schitarrate possenti. Return To Sanity è il capolavoro del disco: una sinistra e marziale marcetta che dura oltre due minuti si espande in un rock duro, davvero hard, che non può essere passato inosservato e inascoltato ai nascenti Black Sabbath, che ne prenderanno ampi spunti. Anche Return To Sanity è divisa in tre stanze musicali (Breakdown,Hope,Conclusion). Il disco si conclude con una triade che capovolge l’andamento dei primi tre brani: si parte The Reason, l’unico brano a firma Hawkworth, che ha sapore hendrixiano, ma non è affatto un riempitivo, si passa alla dolcezza di I Can Stop The Sun, rustica e delicata e si finisce con la potentissima, meravigliosa, When To Stop The Sun, che intreccia hard rock e strutture quasi jazz, facendo solo intuire le potenzialità di questo trio. Perchè per i sempre misteriosi canali del successo, nonostante critiche lusinghiere e un disco musicalmente eccellente, il successo fu quasi nullo. Tanto che nel 1970 Du Cann scioglie la band e si unirà ai nascenti Atomic Rooster con cui ebbe successo per un solo disco, il notevole Death Walks Behind You (1970), famoso anche per la splendida copertina con Nebuchadnezzar di William Blake. Il disco e la band diventeranno però di culto tra gli appassionati, anche per la rarità delle prime edizioni del disco in vinile: nel 2017 una copia in perfette condizioni, originale e ancora nel suo cellophan di 48 anni, fu vendita sul sito specializzato Discogs a 1000 sterline, record del sito. Rimangono una delle più leggendarie e capaci “one album band”: questo disco è reperibile anche in doppio cd a cui si aggiungono il singolo Go Your Way/Keep Out ‘Cos I’m Dying, interessantissimo, altri pezzi registrati e non pubblicati e le registrazioni dell’esibizione alla trasmissione di Peel. Ascoltateli per assaporare i bagliori di quel suono nuovo che di lì a pochi mesi, settimane quasi, cambierà il panorama musicale europeo e mondiale.

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