Hootie & The Blowfish - Cracked Rear View (1994)

Più volte ho raccontato storie di successi discografici clamorosi, i quali seguono traiettorie imprevedibili, con pochissimi punti in comuni. il disco di oggi è, a tutt'oggi, uno dei più grandi successi discografici di una band americana e se avete la voglia scrivetemi per dirmi se li conoscevate. Mark Bryan, Dean Felber e Darius Rucker sono tre studenti dell’Università della California del Sud, una delle più prestigiose Università pubbliche degli Stati Uniti. A metà degli anni ‘80 formano un gruppo musicale, come nome scelgono i due soprannomi di amici comuni: Hootie e The Blowfish (il pesce palla). Siccome all’epoca non esistevano i cosiddetti talent (una mia personale idea li ritiene una delle cause della pochezza musicale attuale) decidono di fare gavetta suonando nei locali universitari attorno al campus, diventando la bar band dei Gamecocks, che prima che iniziate a sorridere è il nomignolo delle squadre sportive universitarie della USC, i galli combattenti. Dal punto di vista musicale, il loro è un rock roots caldo e preciso, trascinante e passionale il giusto. Iniziano auto-producendo un Ep, Kootchypop nel 1991, che in maniera del tutto inattesa vende 50 mila copie, un’enormità per un disco autoprodotto con pochissimi mezzi. La cosa non poteva passare inosservata all’occhio lungo delle case discografiche, e Tim Sommer, giornalista musicale e membro degli Hugo Largo li scopre proponendoli a moltissime case discografiche. Che però, nella primi anni dei ‘90, non volevano proprio un suono caloroso e “positivo” quando fuori imperversava la tempesta del grunge. Solo nel 1993 la Atlantic decise di firmare un contratto con Hootie & The Blowfish. Che l’anno successivo pubblicano Cracked Rear View, nei negozi di dischi il 5 Luglio del 1994. Trascinati dal suono ricco, allegro e pieno delle chitarre di Bryan, dalla voce calda e particolare di Rucker, il gruppo riprende le loro canzoni di sempre, già pubblicate su Kootchypop ma rimesse a nuovo dal lavoro del produttore Don Gehman, già produttore dei R.E.M. Hanna Jane apre il lavoro, che poi prosegue nei due singoli, bellissimi: Hold My Hand, la quintessenza del suono Hootie & Blowfish, l’epica ballatona Let Her Cry, prosegue con l’acustica e veloce Only Wanna Be With You, il bluegrass di Runnin’ From An Angel. Il successo è clamoroso, oltre ogni speranza: va al numero uno dei dischi più venduti, brucia numerosi record e tra il 1995 alla fine del 1996 il gruppo è “costretto” a pubblicare altri due singoli dal disco, la bellissima Time e Drowning. Alla fine saranno oltre 21 milioni le copie vendute, per complessivi 26 dischi di platino, per la Atlantic un record insuperato, più persino dei Led Zeppelin negli Stati Uniti. La band sull’onda del successo inizia un bellissimo tour in tutto il mondo, da cui ricaverà una versione interamente live di Cracked Rear View. Come prevedibile, il successivo Fairweather Johnson del 1996 non ha la forza e la magia del primo, sebbene debutti direttamente al primo posto. La loro carriera musicale continua con Musical Chairs (1998 e che non è male affatto), seguito da una raccolta di B-side e rarità chiamata Scattered, Smothered and Covered (2000), dove cantano una bellissima versione di Hey Hey What Can I Do? dei Led Zeppelin, Driver 8 dei R.E.M. e Please, Please, Please Let Me Get What I Want degli Smiths. Nel 2001 il gruppo prende parte alla colonna sonora del film Io, me & Irene, Hootie & the Blowfish viene pubblicato nel marzo 2003 e nel 2005 esce invece il quinto album in studio, ossia Looking For Lucky. Nel 2008 Rucker annuncia che il gruppo è in pausa a causa della volontà da parte sua di intraprendere una carriera solista come cantante country: registra infatti Learn To Live. Da quella data ancora concerti, spesso in quei bar dove iniziò una bella storia musicale, impreziosita da questo disco, che suona ancora bello e vibrante a 25 anni dalla sua pubblicazione. In maniera del tutto inspiegabile, ovviamente.

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