Al Green - Call Me (1973)

La carriera di uno dei più raffinati, talentuosi e vocalmente straordinari artisti della musica soul e r’n’b inizia nel piccolo coro di musica sacra, i Greene Brothers, che suo padre, fervente religioso, organizzò con i suoi sei figli maschi nell’Arkansas a metà degli anni ‘50. Al Greene (con la e, questo è il suo vero cognome) è però innamorato delle grandi voci della musica nera: Sam Cook, Little Willie John, Otis Redding e Jackie Wilson. Proprio quando il padre lo scoprì intento a cantare questi brani, lo allontanò dai Greene Brothers. Ma Al non si scoraggia e agli inizi degli anni ‘60 fonda il suo primo gruppo, i Creations, che ebbe pochissima fortuna, e in seguito, nel 1967, Al Green (senza più la e) & The Soul Mates. Con questa formazione debutta nel mondo discografico con Back Up Train, che gli regala anche nell'omonimo singolo la prima hit nelle classifiche. Poco dopo però la band si scioglie, e Green viene rifiutato come solista dalla Atlantic e dalla Stax. Durante un concerto però ha l’incontro della vita: Willie Mitchell è uno degli artefici del Memphis Sound e viene rapito dalla voce vellutata e sensuale di Green, dal suo falsetto utilizzato nelle maniere più stravaganti, dalla sua presenza scenica e lo ingaggia per la sua etichetta discografica, la Hi. Mitchell ne diventa produttore e gli offre una band di supporto nelle registrazioni fantastica. Il primo lavoro Green Is Blues (1969) è una raccolta di cover, tra cui My Girl di Smokey Robinson, Get Back dei Beatles, Summertime di Gershwin e ottiene un discreto successo, successo che diviene importante con I Can’t Get Next To You, singolo di Whitfield e Strong per i Temptations che trascina il suo album del 1971 Al Green Gets Next To You. I tempi sono maturi per scrivere un disco più personale. Mitchell ridisegna la sezione ritmica con l’innesto di Al Jackson Jr e nel 1972 per la Hi esce Let’s Stay Together. Trascinato dal sensazionale singolo omonimo, è un disco soul magnifico, tutto giocato su delicati arrangiamenti di archi (marchio di fabbrica di Mitchell) e che contiene anche La-La For You, la cover del brano dei Bee Gees How Can You Mend A Broken Heart? e I’ve Never Found A Girl (Who Loves Me Like You Do). Nello stesso anno altro gioiello: I’m Still In Love With You contiene la sua canzone più famosa, e perla della musica, Love And Happiness, una canzone che reinventa un genere. Nel disco anche le stupende I’m Still In Love With You, Simply Beautiful e due cover, Oh,Pretty Woman di Roy Orbison e For The Good Times di Kris Kristofferson. Dopo solo un anno, ecco il capolavoro: Call Me è sin da subito considerato il suo lavoro migliore, più riuscito, dove tutte le sue caratteristiche vengono esaltate al massimo: orchestrazioni meno pompose, la sua voce calma e vigorosa, musicisti al massimo della forma e dell’armonia. Call Me (Come Back Home), You Ought To Be With Me, Here I Am (Come And Take Me) sono tre hit da top 10, le due cover scelte sono omaggi alla musica country nella ripresa della storica I’m So Lonesome I Could Cry di Hank WIlliams e Funny How Time Slips Away di Willie Nelson. Successo incredibile, che continua con Livin’ For You (1973), che gli consegna il quarto numero uno consecutivo tra gli album soul, e poi Al Green Explores Your Mind, quinto numero uno, che contiene la fortunata Take Me To The River, ripresa poi dai Talking Heads. Nel 1974, al massimo della fortuna, una lite con una sua amante finisce in tragedia: la donna respinta gli getta addosso dell’olio bollente, che gli procura ustioni di secondo grado su buona parte del corpo, mentre la donna si suicida con il fucile di Green. Questo avvenimento scuote così tanto Green che ha una profondo ripensamento artistico:nel 1976 acquista una chiesa in costruzione, diventa ministro di culto del Full Gospel Tabernacle. Questo non significa che abbandoni l’attività: uno dei suoi dischi più belli è The Belle Album del 1977. Si avvicina alla musica gospel e spirituale ma solo nelle liriche, dato che la musica in certi casi sfiora persino la dance. Rimane così una figura di culto per tutti gli anni ‘80 e ‘90 con duetti famosi, come quello con Annie Lennox per il film Scrooged (in italia SOS Fantasmi con Bill Murray). Nel 1994 Quentin Tarantino sceglie Let’s Stay Together per la colonna sonora di Pulp Fiction, regalando una nuova attenzione a Green, che nel frattempo non ha mai smesso nè di cantare, nè di incidere dischi, nè di predicare. Rimane uno degli ultimi giganti della musica soul, una delle voci più significative degli ultimi 50 anni di musica nera americana.


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