Carly Simon - No Secrets (1972)

Il disco di oggi contiene una delle canzoni più famose di tutti i tempi. Arriva anche molto presto nella carriera di Carly Simon, che di gavetta ne aveva già fatta. Figlia di una ricca famiglia newyorkese (il Signor Simon suo padre fu il fondatore della grande casa editrice Simon&Schuster) ha sin da adolescente una passione per la musica. A metà anni sessanta con la sorella Lucy si esibisce nei locali folk di New York come Simon Sisters e nel 1964 una loro registrazione, Winkin’, Blinkin’ And Nod arriva anche in classifica. Lucy si sposa e abbandona i palcoscenici fino a metà anni ‘70, quando inizierà a scrivere con successo musiche per gli spettacoli di Broadway. Carly ha però un’occasione colossale quando Albert Grossman, famoso produttore, le organizza delle sessioni con Robbie Robertson, Rick Dando e Richard Manuel della The Band, Al Kooper, Mike Bloomfield e persino l’aiuto di Dylan ai testi, ma le divergenze con il produttore mandano tutto all’aria. Si ritira per alcuni anni, salvo riapparire nel 1970 quando con l’aiuto di un famoso critico cinematografico dell’Esquire, Jacob Brackman, inizia a scrivere e aggiustare canzoni. Nel 1971 il debutto: registrato agli Electric Ladyland Studios di New York da Eddie Kramer, l’ingegnere del suono di Jimi Hendrix, l’omonimo Carly Simon, trascinato dal singolo That’s The Way I’ve Always Heard It Should Be, le apre le porte del successo, coronato l’anno successivo dalla vittoria del Grammy come miglior nuova voce femminile. Il successo è travolgente, e la Simon ne sfrutta l’onda con Anticipation nello stesso anno, il cui singolo Anticipation, usato per famosi all’epoca spot commerciali, racconta delle sue sensazioni in attesa di avere un appuntamento con Cat Stevens. L’album vende tantissimo e la Simon è ormai un’artista apprezzata per il suo gusto musicale, la sua voce calda e magnetica e per la sua bellezza, tanto che iniziano a circolare voci di relazioni con alcuni tra i nomi più importanti del panorama musicale. Nel 1972 la Simon va a Londra per registrare il suo nuovo disco: ad accompagnarla James Taylor, suo fidanzato e futuro marito l’anno successivo. Dopo due dischi di successo l’attesa è elevata e i due chiamano il meglio in produzione: Paul Buckmaster dirige un gruppo di tecnici e soprattutto musicisti che fanno la fila per lavorare con l’artista del momento. In No Secrets infatti suonano Andy Newmark (già con Sly & The Family Stone e poi batterista di fiducia di John Lennon), Peter Robinson, il basso leggendario di Klaus Voorman (che fu anche disegnatore, sua la leggendaria copertina di Revolver dei Beatles nel 1966), in una canzone Lowell George e Bill Payne dei Little Feat e ai cori in una canzone, Night Owl, già incisa da James Taylor, perfino Paul McCartney e Linda Eastman, che diventerà grande amica di Carly. Il disco vuole enfatizzare le scelte di gusto che la Simon aveva già fatto con gli album precedenti, in bilico tra un pop sofisticato e canzoni più elaborate in stile Joni Mitchell. L’album si apre con la delicata The Right Thing To Do, dedicata a Taylor, e contiene alcune canzoni davvero belle come We Have No Secrets, Waited So Long, When You Close Your Eyes e la già citata Night Owl. Ma una canzone diventerà davvero iconica, una delle canzoni del secolo. You’re So Vain, con il suo inizio mitico di basso (opera di Voorman), i violini di Buckmaster e quel ritmo irresistibile diviene mitica per tre motivi: in primis, per le leggende che iniziarono a girare su chi fosse il protagonista del brano, un elegante mascalzone sciupa-femmine, che molti indizi suggeriscono fosse Warren Beatty, anche se la Simon non ha mai confermato; il testo è famoso per alcune invenzioni della Simon, tra cui la sciarpa color albicocca, la gavotta (gavotte) evocata nella prima strofa, che è una danza francese originaria della regione del Gap (i cui abitanti sono detti gavots) e che in questo caso ha valore metaforico di pretenzioso, di uomo troppo in fiducia di sè ma soprattutto il famoso verso clouds in my coffee, metafora di sogni infranti e illusori, da allora diventato un modo di dire; nei cori, riconoscibilissimi dal secondo ritornello, ci sono Mick Jagger e Harry Nilsson, altri due indiziati dal gossip come destinatari del brano. Sia come sia il disco vende tantissimo, e il successo si ripete nel 1974 con Hot Cakes, uno dei dieci dischi più venduti d’America quell’anno, trascinato dal singolo Mockinbird cantato con James Taylor. I successivi sono anni di colonne sonore (come Nobody Does It Better per il film di 007 La Spia Che Mi Amava), la partecipazione al grande concerto No Nukes e molte canzoni che perdono lo smalto dei primi dischi e virano pericolosamente sull’easy listening. Negli anni ‘80 divorzia dal marito ma, dopo un disco interessante, Torch, dove pesca nel grande repertorio jazz, il lampo: nel 1989 vince l’Oscar come miglior tema di colonna sonora con Let The River Run, colonna sonora di Una Donna In Carriera con Melanie Griffith e Harrison Ford. La Simon diventerà paladina della prevenzione contro il cancro al seno dopo che ella stessa ne fu malata, e di tanto in tanto ritorna con lavori di classico pop retrospettivo: lontano dal clamore e dal talento di quegli anni ruggenti dove cantò in maniera indimenticabile la vanità di qualcuno che aveva conosciuto.

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