Addio allo “stonato” di Sanremo

Alessandro Bono partecipò a tre edizioni del Festival di Sanremo. Nell’ultima, quella del 1994, presentò “Oppure no”. La sua esibizione fu criticata, “stonato”, dissero. Pochi sapevano che Alessandro Bono era gravemente malato. Morì poche settimane dopo a soli 30 anni, stroncato dall'AIDS.

«Verrà il giorno in cui sarai
col sedere grosso come una balena
io come adesso ti amerò
che hai un fisico da sirena. /
Oppure no
io questo non lo so. /
La risposta amore mio
è nascosta nel tempo
e ogni giorno che va via
è un quadro che appendo /
Mi piace vivere […]»

Alessandro Bono, al secolo Alessandro Pizzamiglio, nasce a Milano il 21 Luglio 1964 da Luisa Bono e Riccardo Pizzamiglio, il padre è un tecnico del suono. Fin da piccolo Alessandro ha così modo di frequentare l’ambiente musicale e inizia a coltivare la sua grande passione, imparando a suonare la chitarra e il pianoforte da autodidatta.Incide i primi provini nel 1983 per la produzione di Alberto Salerno e avrebbe dovuto interpretare Terra promessa, canzone che alla fine sarà portata al Festival di Sanremo da Eros Ramazzotti. Da qui, chiude i rapporti con Salerno e inizia una collaborazione con Mario Lavezzi, che diventerà il suo nuovo produttore.
Il debutto discografico avviene nel 1985 con il brano “Walkie Talkie”; Vittorio Salvetti, patron del Festivalbar, lo farà esordire durante la sua manifestazione. L’anno successivo incide un altro 45 giri, contenente la cover di “Vendo Casa” di Lucio Battisti. Anche in questo caso la produzione è di Mario Lavezzi.
Per farsi notare, dovrà però attendere ancora due anni con il brano “Nel mio profondo fondo”, che segnerà la prima delle sue partecipazioni al Festival di Sanremo. L’anno successivo sarà la volta del suo primo disco, Alessandro Bono, che contiene il brano “Gesù Cristo”, canzone nella quale molti giovani si riconosceranno. Per promuoverlo, la CBS non bada a spese e sui muri di diverse città attacca dei manifesti con alcune strofe del pezzo (“Gesù Cristo ritorna perché qui abbiam bisogno di te”). Il brano ha un tale successo che sarà tradotto anche per il mercato spagnolo, insieme al singolo “Di solo amore”.
Nel 1989 torna a Sanremo ma solo come ospite al PalaBarilla, dove presenta Un amico come me; pochi mesi dopo, durante il tour italiano, Bob Dylan lo vuole espressamente ad aprire i suoi concerti. Sarà in seguito richiesto anche da altri artisti (italiani e non) quali David Crosby, Gino Paoli, Joan Baez e Francesco De Gregori. Negli anni successivi inizierà anche a comporre canzoni per altre interpreti come Loretta Goggi e Ornella Vanoni. Inizierà anche una serie di collaborazioni con artisti del calibro di Cristiano De André, Andrea Mingardi e Riccardo Cocciante.
Nel 1990, dalla relazione con Graziella, nasce la figlia Vittoria. L’anno successivo uscirà il secondo disco Caccia alla volpe.
In questi stessi anni, però, le condizioni di salute di Alessandro iniziano a peggiorare. C’è ancora il tempo per un ultimo Festival di Sanremo, al quale parteciperà (contro il volere dei dottori) con la canzone “Oppure no”. Di lì a poco, l’uscita di un Ep e la sua scomparsa, il 15 Maggio 1994, domenica. [Sito Ufficiale]

Come scrive Walter Gatti nel libro “Cosa sarà, la ricerca del Mistero nella canzone italiana” parlando della sua canzone più famosa, Bono si faceva notare per una canzone bellissima, Gesù Cristo, che cantava imbranato e indeciso davanti al microfono, una canzone che esprimeva con i suoi occhi chiari a volte nascosti dalla zazzera bionda. E la canzone parlava di una Milano infelice e buzzurra, di giovani che fumavano e bevevano troppo, di tante infelicità da mettere insieme “Passare il tempo qui/ Tra queste facce bianche d'infelicità/ Intorno ad un biliardo/ Depressi come questa città/ Gesù Cristo ritorna/ Perché qui abbiam bisogno di te/ Per favore ritorna/ Hanno sporcato tutto quello che c'è”.

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