No Age – Snares Like A Haircut (2018)

di Emiliano D'Aniello

Randy Randall e Dean Allen Spunt ritornano alla carica con un nuovo disco uscito il 26 gennaio 2018 su Drag City Records. Il disco si intitola “Snares Like A Haircut” ed è il quinto LP in studio del duo di Los Angeles, California, USA. Anticipato dai brani “Soft Collar Fad” e “Drippy”, condivisi in streaming negli ultimi mesi dello scorso anno, se dovessi definire in qualche modo scegliere un solo aggettivo per definire questo ultimo lavoro dei No Age direi semplicemente “luminoso”. Questi due ragazzi del resto si può benissimo dire abbiano trovato definitivamente una loro formula che qualcuno potrebbe considerare semplice, forse minimale, ma che funziona brillantemente e che si traduce in una collezione di canzoni perfettamente orecchiabili e allo stesso tempo cariche di energia.

Il pensiero vola quasi immediatamente, senza volere comunque creare paragoni impegnativi, alla brillantezza e carica positiva di un artista tanto prolifico quanto geniale come Robert Pollard e i suoi Guided By Voices. Questo disco ci appare infatti sin dall’inizio come una specie di inno alla vita. Canzoni come “Cruise Control”, “Stuck In The Changer”, “Drippy” sono brani marcatamente garage ma con quel carattere power pop tipico proprio di Robert Pollard e che si caratterzzano per una certa luminosità e sonorità cristalline che poi letteralmente schizzano come scheggie impazzite in brani più particolari come “Third Grade Rave”, “Squashed” oppure “Primitive Plus” e la stessa title-track. “Send Me” è una ballata carica di colori accesi come le canzoni più pop e orecchiabili dei Cure.

Senza dubbio ci sono anche dei momenti meno brillanti e questi sono probabilmente quelli in cui il duo ricerca sonorità più acide e rock, che sono probabilmente non solo inflazionate, ma sicuramente materia sviluppata in maniera più convincente e performante da tante altre realtà nel panorama USA e internazionale. Questo dato di fatto probabilmente segna un limite per quelle che sono le capacità di questo duo, ma del resto chiedere di più a un disco tutto sommato orecchiabile come questo sarebbe sicuramente troppo.


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