4 agosto 2017

Counting Crows - August and Everything After (1993)

Ti ricordi di quell'agosto, e di tutto quel che è successo dopo… I dischi di Bob Dylan e dei Byrds e della Band, quei vecchi lp (sì, c'era anche Joni Mitchell), con le macchie di caffé sulle copertine, quelli che ti aveva regalato Anna. Ricordi come tremava, quanto era spaventata? E dopo l'agosto, ricordi le piogge autunnali a Baltimora, il freddo pungente di San Francisco, New York luccicante di neve, a Natale, e le nostre facce a congelare davanti alle vetrine, verso l'alba, di fronte a quei palazzi blu? Volevamo solo concederci il lusso di un po' di smemoratezza, volevamo sembrare zingari, romantici e hippie come tutta quella gente a Woodstock, come Picasso, come Gram Parsons, e invece eccoci qui, a ricordare di nuovo. Le canzoni di Alex Chilton e le camminate notturne su Sullivan Street. I pianti di Maria. Ricordi quando stava su quel cornicione, quando diceva di essere "stanca e nauseata dalla vita"? Tutti siamo stanchi di qualcosa. E che band sognavamo di essere. Avremmo messo insieme il folk e il rock, come i gruppi degli anni '70 che ci piacevano da morire, avremmo avuto i pianoforti e le chitarre, l'organo e la fisarmonica, i mandolini e i nostri amici a cantare. Avremmo avuto tutto. Sì, ho sempre il numero di quella ragazza di New York. Tanto lei sta sempre sveglia, così quando proprio non ce la faccio non sono costretto a dormire da solo. Dio, ma in quel maglione ci stai tre volte. Le sigarette sono lì, su tavolo. Un giorno dovrò decidermi a pulire le finestre. Un giorno tutta questa pioggia finirà per annegarci. Un giorno. (Mia valutazione: Distinto)

(Gianfranco Callieri)

1 commenti:

Blackswan ha detto...

Ci sono pochi dischi che ho amato così tanto nella mia vita. E non è solo la musica,un rigoglioso affluente pop che si congiunge al grande fiune dell'americana più sincera. Su questo disco ho speso i miei giorni più belli, più decisivi. Imprescindibile.