8 novembre 2014

Montesole - Ginevra Di Marco



Voglio cantare l'uso della forza che nasce dalla comprensione
La forza che contiene la distruzione
Una forza cosciente serena che sa sostenerne la pena
Capace di pietà, tenera di compassione
Capace di far fronte, avanzare, capace di vittoria, di pacificazione
Canto la morte che muore per la vita di necessità
Che rifugge il martirio, l'autodafè
Non succube di ciò che si dice di qua sull'aldilà
Potrà guardarlo in faccia per quello che è, quando arriverà


L'amore non cantarlo, che si canta da sé
più lo si invoca meno ce n'è


canto la vita che, quando è il suo tempo, sa morire e muore
canto la vita che piange sa attraversare il dolore
canto la vita che ride, felice
di un giorno di nebbia, di sole, se cade la neve
canto la sorpresa nei gesti dell'amore
canto chi mi ha preceduto, chi nascerà, chi è qui con me
sono in questo spazio essenziale, un valore aggiunto


L'amore non cantarlo, che si canta da sé
più lo si invoca meno ce n'è


canto la guerra e so, non sono in buona compagnia
canto la pace che non è un mestiere, né una ideologia
canto la libertà, difficile, mai data, che va sempre difesa
sempre riconquistata


L'amore non lo canto, è un canto di per sé
più lo si invoca meno ce n'è.

(testo di Giovanni Lindo Ferretti - Montesole è il luogo della strage nazista di Marzabotto)

La sapienza scrittoria di Ferretti mescola con una segreta formula alchemica la tematica della guerra e tutto ciò che questa comporta: vita, morte e amore.

"Canto la vita che piange sa attraversare il dolore"
"canto la sorpresa nei gesti dell'amore"
"canto la pace che non è un mestiere, né una ideologia
canto la libertà, difficile, mai data, che va sempre difesa
sempre riconquistata"

Ogni singola parola è carica di tensione, emotività...gli accostamenti quasi mistici la riescono a fissare nell'eterno della poesia.

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