R.E.M. - Collapse Into Now (2011)

di Silvano Bottaro

Dire che con questo quindicesimo lavoro i R.E.M. ritornano alle origini, è assai azzardato.
Eguagliare ottimi dischi e capolavori come Document dell ’87, Green dell '88, Out of Time dell ’91 e Automatic for the People dell '92, non è cosa semplice.
Personalmente, dopo il buon New Adventures in Hi-Fi dell '96, li avevo trascurati se non per qualche ascolto di Up dell '98 e Reveal del 2001.
In realtà in questi “anni duemila” il loro suono è diventato “piatto” e privo di emozioni, un continuo girare e rigirare nella stessa pentola di note. D'altronde in trent’anni di carriera non è facile rimanere in auge e sfornare nuovi lavori originali. Proprio per questo qualche maligno aveva simpaticamente consigliato di sciogliersi [sic!]
Per pura curiosità ho voluto mettere il naso, o meglio le orecchie, su queste dodici tracce e, ascolto dopo ascolto, con meraviglia il disco mi ha preso come mai avrei pensato.
Immagino Michael Stipe, Peter Buck e Mike Mills attorno ad un tavolo che dicono: “E adesso che facciamo?” “Che strada prendiamo?”
Hanno scelto quella più comoda ma probabilmente anche più rischiosa. Continuare a produrre un nuovo “suono” sulla base di quello vecchio già conosciuto e sperimentato nei dischi sopra citati, correndo però il rischio reale di ripetersi.
Sono stati bravi.
L’album se pur non un capolavoro si fa ascoltare senza noia che di questi tempi è già tanto. Dodici canzoni in un alternarsi di ballate, alcune struggenti, altre ruvide, altre melodiche, con il supplemento vocale di Patti Smith e Eddie Vedder in due brani che è un piacere sentire, mettendoci a nostro agio e strizzandoci l’occhio simpaticamente.
Un buon disco, in conclusione, a dimostrazione che i R.E.M. nonostante la fama e il denaro (il parallelo con i Rolling Stones è inevitabile) hanno ancora voglia di mettersi in discussione, nonostante l’età.
Un Cd di quelli che possiamo ascoltare nei viaggi automobilistici a far da corollario alle immagini che vediamo dai finestrini mentre la nostra mente naviga chissà verso quali pensieri. (Valutazione: Buono)

Commenti

  1. Personalmente non l'ho mai ascoltato per intero, infatti non sapevo neanche che avessero collaborato di nuovo con Patti Smith...

    RispondiElimina

Posta un commento


Etichette

Mostra di più

Post popolari in questo blog

Jeff Buckley - Grace (1994)

Counting Crows - August and Everything After (1993)

Jonathan Wilson – Rare Birds (2018)