Sufjan Stevens - Illinois (2005)
Inizio con un ragazzo cresciuto nel Michigan dal nome persiano, Sufjan Stevens, nome scelto dal fondatore della dottrina Subud ai quali i genitori aderivano (Subud è un movimento di origine indonesiana di tipo filosofico-spirituale a cui i genitori aderivano, come Roger McGuinn e parte della famiglia delle attrici Arquette). Stevens sin da subito svela una particoalre predisposizione alla musica, imparando a suonare diversi strumenti e sviluppando una naturale predisposizione al canto: collabora con due piccole band locali, i Marzuki, una folk band di Holland, per poi passare ai Danielson Famile, dove suona diversi strumenti musicali. Ha 25 anni nel 2000 quando esordì da solista, con l'album A Sun Came, autoprodotto per l'etichetta fondata l'anno precedente Asthmatic Kitty. Successivamente, per motivi di studio, si trasferisce a New York, dove nel 2001 pubblica il suo secondo disco Enjoy Your Rabbit, dedicato agli animali dell'oroscopo cinese. Nel 2003 è la volta di Greetings from Michigan: The Great Lake State, dedicato al suo paese natale e primo disco di un progetto ambizioso (chiamato Fifty States Project), quello di pubblicare un album per ognuno dei 50 Stati che compongono gli USA. L'idea è geniale quanto strapalata: anni dopo, quando è diventato apprezzato e famoso, ha dichiarato al The Guardian che se all'inizio ci aveva davvero pensato concretamente, alla fine il progetto era una innovativa trovata pubblicitaria. Sia come sia, dopo Michigan e un album dove riprende abbozzi di canzoni adolescenziali, Seven Swans, una raccolta di vecchi pezzi folk acustici dedicati a tematiche cristiane, nel 2004 inizia a lavorare al secondo disco sugli stati.
Prima di creare l'album, Stevens lesse opere letterarie degli autori dell'Illinois, scelto perchè accanto al Michigan, Saul Bellow, soprattutto il mitico Le Avventure di Augie March, e Carl Sandburg, studiò i registri dell'immigrazione e libri di storia sullo stato. Per una scelta precisa, non si focalizzò sugli eventi contemporanei e virò su temi storici e storie personali e volte autobiografiche, viaggiò in svariate località dell'Illinois e chiese ad amici e a membri di forum in internet aneddoti riguardanti proprie esperienze vissute nello stato. Una volta raccolto il materiale, decise di guidare da solo la produzione, utilizzando un metodo particolare: registra le sua parti suonate e cantate al The Buddy Project Studio ad Astoria, nel Queens, e nel suo appartamento a Brooklyn, ma continuò anche a registrare, come nei suoi lavori precedenti il piano di accompagnamento nella St. Paul's Church a Brooklyn, archi e voci eseguiti negli appartamenti dei suoi collaboratori, l'organo elettrico registrato nel New Jerusalem Recreational Room in Clarksboro, New Jersey e il vibrafono suonato al Carroll Music Studios a New York. Fu lui stesso in prima persona ad assemblare tutto, in un lavoro certosino e sorprendente.
Illinois esce nel luglio 2005. In copertina è scritto Sufjan Stevens Invites You To: Come On Feel The Illinoise, con lo skyline di Chicago, Al Capone, una capretta e Superman: per questa scelta, la DC Comics scrisse una lettera per chiedere di togliere il personaggio, usato senza permesso, si arrivò ad un accordo con la prima stampa con Superman (il cui prezzo per un Lp adesso arriva a 75$), che verrà sostituito prima con tre palloncini colorati, poi, con la ristampa del decennale, da un eroe della rivale Marvel, Blue Marvel, che nelle sue avventure vive proprio a Chicago.
Il disco è strepitoso: una grande antologia della musica americana capace di mischiare folk, ballate e Leonard Bernstein. Le epiche folk di Stevens, suonate dalla sua inconfondibile mini-orchestra hanno un fondo di ottimismo che pervade gran parte dell'Illinois e che riecheggia lo spirito pionieristico dello Stato, la "Porta d'ingresso per l'Ovest". Splendidi brani da viaggio come The Man of Metropolis Steals Our Hearts con cori di ragazzi, una chitarra elettrica e fiati da banda di paese, un capolavoro, Come On! Feel The Illinoise! (che cita in assonanza di pronuncia un brano degli Slade, Cum On Feel The Noize del 1973) e Chicago hanno un'ampiezza che irradia il peso della storia e la promessa di nuovi inizi. Stevens ha svolto le sue ricerche, con riferimenti a tutti, da Abe Lincoln, Frank Lloyd Wright e il fantasma di Carl Sandburg a John Wayne Gacy – quest'ultimo fornisce uno dei momenti più toccanti del ciclo di canzoni, John Wayne Gacy, Jr, il serial killer che si vestiva da clown. Ma mischia anche storia e piccole storie dolorose: Casimir Pulaski Day prende il titolo dalla festività celebrata in Illinois il primo lunedì di marzo in ricordo del militare polacco, Casimir Pulaski, che prese parte alla Rivoluzione Americana. Nella canzone, il narratore affronta la perdita del suo partner, che muore di cancro alle ossa proprio durante la festività del titolo, affronta il dolore che ne consegue e mette in discussione la sua fede in Dio. Le melodie indie pop, sontuose, attingono tanto dal rock classico quanto dal folk progressivo. Jacksonville, con il suo banjo rimanda a Neil Young, gli archi disco danzano attorno a They Are Night Zombies!! They Are Neighbors!! They Have Come Back from the Dead!! Ahhhh!, mentre l'entusiasmante pre-finale The Tallest Man, The Broadest Shoulders è puro Vince Guaraldi intriso di Peanuts. C'è una distinta atmosfera da teatro di quartiere in tutta la vicenda, che spesso si esprime nei chilometrici titoli che dà alle sua canzoni: primo premio a The Black Hawk War, or, How to Demolish an Entire Civilization and Still Feel Good About Yourself in the Morning, or, We Apologize for the Inconvenience but You're Going to Have to Leave Now, or, 'I Have Fought the Big Knives and Will Continue to Fight Them Until They Are Off Our Lands!' che dura 2:14 minuti, quasi lo stesso tempo di leggere il titolo.
Il disco è un gioiello e se ne accorgono in tantissimi: finisce in tutte le classifiche dei dischi più belli non solo dell'anno, ma del decennio e dei nascenti anni 2000. Finisce addirittura nella classifica Billboard, sia in quella generale che nella nuova Heatseeker Chart creata dalla rivista per segnalare le vendite degli autori emergenti e delle case discografiche indipendenti: finirà negli anni per essere un successo, vendendo oltre 500 mila copie e portando alla ribalta il talento sconfinato e poliedrico di questo musicista del Michigan, un po' erede di Guthrie un po' giullare, capace di trascrivere con "insensata esattezza" i pensieri suoi personali in musica.

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