Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard (1974)
Ristabilito e disintossicato, recita un cameo di Tommy, il film basato sul grandioso album omonimo degli Who (le riprese avvennero tra il 1973 e il 1974, il film esce nel 1975) e grazie al lavoro del suo manager, Robert Stigwood (manager anche dei Bee Gees e famoso impresario teatrale) riesce ad avere un contratto per la RSO e ad avere uno studio di registrazione a Miami, presso i Criteria Studios, tempio della musica americana le cui mura hanno ascoltato centinaia di album di successo.
Clapton chiama a suonare con sé ex membri dei Dominoes, tra cui Carl Radle al basso e James Oldaker alla batteria, la seconda chitarra di George Terry, Yvonne Elliman ai cori (che con la cover di If I Can't Have You dei Bee Gees presente nella colonna sonora di Saturday Night Fever arrivò Numero Uno nelle classifiche USA) e in cabina di regia Tom Dowd. Clapton durante la convalescenza ascoltò centinaia di dischi, non solo del suo amato blues ma anche di nuovi artisti emergenti. Decide quindi di mescolare passioni vecchie e nuove, puntellate dai suoi interventi solisti che nelle sessioni di registrazioni verranno suonate sulla sua leggendaria Blackie, la Fender Stratocaster costruita con le parti migliori di un set di sei Strat preso allo Sho-Bud guitar shop di Nashville: dopo aver regalato una chitarra ciascuna a George Harrison e Steve Winwood, con le parti migliori delle restanti si costruisce con l'aiuto del liutaio Ted Newman Jones la sua Blackie, chiamata così per il colore nero della chitarra.
Il tiolo 461 Ocean Boulevard era l'indirizzo della casa che Stigwood gli affittò durante le registrazioni: l'album parte da dove era finito il suo debutto solista, un'amalgama rock, pop, blues, country e R&B ma 461 Ocean Boulevard è un disco più compatto e concentrato, che permette a Clapton di spaziare strumentalmente. Inoltre, le concessioni pop dell'album – la produzione elegante, la durata concisa – non sminuiscono le origini radicate del materiale, che si tratti dei classici blues come Willie And The Hand Jive di Johnny Otis, del blues tradizional Motherless Children, ma anche nelle nuove contaminazioni, come la storica cover di I Shot The Sheriff di Bob Marley o dell'emozionante originale Let It Grow di Clapton, uno dei brani più belli della sua produzione autografa. Notevoli sono anche Give Me Strenght, altro brano a firma Clapton, e due classici blues da suoi miti: Steady Rollin' Man di Robert Johnson e I Can't Hold Out di Wille Dixon.
Nonostante le paure di Clapton di passare inosservato dopo un silenzio così duraturo, il disco è un successo internazionale: tra le particolarità, fu uno dei pochissimi dischi rock di quegli anni ad essere regolarmente venduto in Unione Sovietica. Venderà milioni di copie e il titolo diventerà così famoso che la strada di Gold Beach che dava il nome al disco fu rinominata su richiesta dei proprietari delle abitazioni per contenere i pellegrinaggi dei fan. Con la sua atmosfera rilassata e amichevole e le sue forti radici blues, 461 Ocean Boulevard ha rappresentato il modello per gli album di Clapton degli anni '70. Sebbene si sforzasse di realizzare un album esattamente uguale, non riuscì mai a replicarne il fascino.

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