Locomotive Breath - Jethro Tull (1971)

 Nacquero a Blackpool, nel 1967, nell'estate dell'amore. Mentre in California si scaldavano al sole psichedelico con la crema abbronzante lisergica, in Inghilterra Ian Anderson e alcuni amici disegnavano un'affascinante area irregolare delimitata da quattro lati (rock, folk, blues, progressive). Per il nome si ispirarono a un agronomo inglese del xvii secolo, come segno distintivo adottarono il flauto (trattato alla maniera del grande jazzista Roland Kirk, che omaggiarono in Serenade to a Cockoo), come tessera centrale del loro mosaico sfruttarono le lucide follie di un cantante che suonava il suo strumento su una gamba sola.
Locomotive Breath (pubblicata sull'epocale Aqua lung del 1971) è il treno della vita, metafora chiara del suo lento e inesorabile scorrere. Il nostro tempo sulla terra è paragonato a un treno che non si può arrestare perché il vecchio Charlie ha rubato la leva dei freni.
Molto si è disquisito su chi sia quell'Old Charlie.
Tre le ipotesi accreditate, la più fantasiosa parla di Charles Darwin, la più suggestiva sostiene sia il diavolo, la più verosimile lo identifica in Dio, tesi avvalorata anche dall'ultima strofa: nonostante il testo stampato sul disco continui a riportare «Old Charlie», si sente chiaramente Ian Anderson cantare "God".

(M. Cotto - da Rock Therapy)

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