The Allman Brothers Band - Eat A Peach (1972)
La band è a pezzi e fu il fido produttore Tom Dowd a suggerire di pubblicare una sorta di tributo al grande chitarrista. Ne viene fuori un disco che ha una parte in studio, brani registrati a Miami in Florida sia con Duane che senza, in un momento in cui buona parte del gruppo aveva appena finito di disintossicarsi in clinica, e alcuni brani che non erano stati inseriti nella scaletta del disco leggenda precedente, per un doppio Lp live\studio che farà scuola. La scaletta di Eat A Peach è semplicemente sensazionale: Ain't Wastin' Time No More, che apre il disco, era il primo omaggio che Gregg Allman fa a Duane dopo la sua morte: inizialmente pensata come brano dedica ai veterani del Vietnam, leggenda vuole che fu scritto su un pianoforte Steinway vecchio di 110 anni nello Studio D dei Criteria di Miami. Les Brers In A Minor è un pezzo strumentale scritto da Dickey Betts, e il titolo è una traduzione maccheronica francese di "less brothers". Anche Melissa, che diventerà un brano leggendario, fu pensato da Greg come omaggio a Duane, che adorava la canzone: la prima stesura infatti era 1967 ed era uno dei suoi primi tentativi di comporre una canzone e pensandola troppo "romantica e leggera" per il suono Allman non la presentò mai al resto del gruppo. Poi c'è Blue Sky, scritta da Dickey Betts per la sua fidanzata, e futura moglie, Sandy "Bluesky" Wabegijig, di origini indiane canadesi, e contiene probabilmente l'ultimo assolo registrato da Duane prima dell'incidente fatale. Little Martha ha una storia incredibile: fu Duane che la scrisse dopo che sognò che Jimi Hendrix gli insegnò la melodia nel bagno di un motel Holiday Inn, usando il rubinetto del lavandino come tastiera della chitarra. Ricordando la melodia durante le sessioni dell'ottobre 1971 che produssero gran parte del terzo lato di quello che sarebbe diventato Eat a Peach, Allman registrò il brano, accompagnato solo da Dickey Betts e dal bassista Berry Oakley, anche se la parte di Oakley sarebbe stata mixata nella versione finale, lasciando il brano come duetto per i due chitarristi. E c'è poi la parte live: versioni definitive dei classici del blues One Way Out e Trouble No More, che sono paradigma del southern rock, e poi prendono spunto da una canzone minore del folletto del folk Donovan, There's A Mountain, per una eccitante e infinita cavalcata ai confini del suono, Mountain Jam, che con i suoi 33 minuti prende tutto il secondo lato del primo LP.
Il disco ha altre due leggende: Twiggs Lyndon, amico della band, si unì a loro durante le registrazioni a Miami: fino a poco tempo prima, era rinchiuso in un ospedale psichiatrico dove risiedeva fin dal suo arresto nel 1970 per l'omicidio di un organizzatore di concerti. Lyndon divenne il "production manager" del gruppo. La copertina vale da sola una storia: il titolo del disco, Eat A Peach, siriferisce ad una frase che Duane ripeteva spesso, "Non si può aiutare la rivoluzione, perché esiste solo l'evoluzione;… Ogni volta che sono in Georgia, mangio una pesca (eat a peach) per la pace". I disegnatori David Powell e J. F. Holmes negli studi Wonder Graphics immaginarono sul davanti un camion che trasportava una gigantesca pesca, sul retro lo stesso camion con un cocomero, e nel mezzo un poster, ispirato a Hieronymus Bosch, sommo pittore nederlandese del 1400, che vi faccio vedere:
Il disco è un altro capolavoro, degno di essere in ogni discoteca che si rispetti. Le tragedie della band non si fermeranno certo qui: l'11 novembre del 1972 è sempre su una motocicletta a Macon che muore il bassista Barry Oakley, a cui la band dedicherà il disco Brothers And Sisters, dal suono meno potente e più levigato, l'anno successivo, il 1973.

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