Pancho and Lefty - Townes Van Zandt (1972)
Per numi tutelari aveva Lightnin' Hopkins, Bob Dylan e Hank Williams, per compagnia una chitarra e un cappellaccio da texano, per stile un modo secco di raccontare la volubilità dell'amore. Aveva anche il diavolo sulle sue tracce, Townes Van Zandt, senza aver mai commesso nulla di grave, senza aver mai venduto la sua anima. Dopo cinque anni di carriera e sei dischi, idolatrati dalla stampa, arrivò l'episodio che cambiò per sempre la sua vita. «Mia moglie stava facendo l'autostop per tornare a casa, sulla strada tra Los Angeles e San Diego. Voleva raccogliere le sue cose e raggiungermi al più presto. Ancora un giorno e avrei finito di registrare il mio nuovo album. Mancava un solo brano. L'automobilista che caricò mia moglie la accoltellò quattordici volte prima di scaraventarla in strada. Mi telefonarono che erano le quattro del mattino. Guidai fin dal mio amico Guy Clark, restai con lui cinque ore e poi dissi: "Vado sulle montagne". Mi rispose: "Amico, è notte fonda". Io dissi di nuovo: "Vado"».
Sette anni di isolamento, poi il ritorno alla musica e a una seconda vita. Ma quello che la prima gli aveva sottratto non sarebbe mai stato restituito.(M. Cotto - da Rock Therapy)
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