Imarhan - Essam (2026)

di Silvano Bottaro

 Essam: un'evoluzione tra tradizione e modernità.
Imarhan, quintetto tuareg originario di Tamanrasset (Algeria), con Essam — che in Tamasheq significa “fulmine” — compiono un salto sonoro audace pur rimanendo profondamente radicati nelle proprie origini musicali.
Il punto di forza di Essam è il bilanciamento tra il desert blues tradizionale (assouf) e elementi contemporanei, tra ambience elettronica e strumenti acustici. Questo non tradisce l’essenza del gruppo, ma lo spinge verso un territorio più vasto e contemplativo. 

Il disco esplora temi universali ma radicati nella realtà nordafricana:
Dislocamento e resilienza, con riferimenti alla situazione dei rifugiati e alle tensioni tra Algeria e Mali.
Identità e appartenenza, attraverso testi in Tamasheq che raccontano la vita quotidiana e il legame con la propria terra.
Comunità e celebrazione della cultura, con contributi vocali di musicisti locali e sezioni ritmiche corali che evocano l’energia collettiva di Tamanrasset. 

Essam è un disco audace e affascinante, che vede Imarhan espandere il proprio linguaggio musicale senza rinunciare alle radici. È un album che parla di identità, movimento e speranza, capace di catturare l’ascoltatore in un viaggio sonoro tra dune di chitarre, ritmi ancestrali e paesaggi elettronici.
Un ascolto consigliato a chi ama le musiche che uniscono tradizione globale e sperimentazione contemporanea.

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E T I C H E T T E

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