Donald Fagen - The Nightfly (1982)
La foto di James Hamilton (scattata nell'appartamento di Manhattan dell'autore di oggi) ferma un istante che diviene una delle copertine più belle della storia della musica, dell'ultimo disco di questo mese di giugno dedicato al lavori solisti di artisti formidabili in una band. E Donald Fagen per tutto il decennio precedente è stata la metà di quel sogno iconico musicale, insieme a Walter Becker, che furono i formidabili Steely Dan: il loro suono amalgama magica di jazz, pop, rock, soul creò un marchio musicale, una musica che travalica lo spazio tempo e che sembra, ogni volta, qualcosa che può essere stata scritta 50 anni fa come ieri. Finito dopo Gaucho (capolavoro del 1980) l'avventura come duo, Fagen scrive il suo primo disco solista. Lo fa creando una sorta di capsula musicale di sé ragazzo, delle sue speranze e dei suoi sogni di ragazzo. Ne viene fuori un disco altrettanto leggendario, una nuova gemma alla sua carriera speciale.
The Nightfly esce il 1 Ottobre del 1982 e inizia dove erano finiti gli Steely Dan: il meglio dei sessionisti possibili, qui cito i fratelli Brecker ai fiati, Larry Carlton, Steve Khan, Rick Derringer tra gli altri alla chitarra, Jeff Porcaro e Steve Jordan alla batteria, una sezione archi e cori che solo il lavoro certosino e maniacale di Fagen poteva permettersi. Qui questo concetto viene portato all'estremo: il lavoro di ingegneria sonora affidato alla guida di Roger Nichols e Elliot Ray Scheiner (50 nomination ai Grammy in due) sfida l'impossibile, anche perchè il disco fu il primo registrato interamente in digitale, con una resa che ancora oggi è lo stato dell'arte della materia.
Ma come sempre è la musica che affascina e ammalia: I.G.Y. è l'acronimo di International Geophysical Year, che è il 1958, ed è un'elegia al progresso e alla speranza dell'avanzamento scientifico e tecnologico tipico di quegli anni; in Goodbye Look c'è accenno alla rivoluzione cubana vista con gli occhi di un bambino americano dell'epoca, in Ruby Baby delle prime feste, in Maxine del suo primo amore, in New Frontier della paura per la guerra fredda, quest'ultimo brano accompagnato da un video musicale a cartoni animati che andò persino in rotazione su MTV. Ma il manifesto è la stupenda The Nightfly: dedicata ad un Dj che si presentava con questo soprannome, Lester The Nightfly, è il racconto di una passione: Una stazione indipendente\WJAZ\Con jazz e conversazione\Ai piedi del monte Belzoni\Musica dolce\Stasera la notte è mia\Trasmissione notturna\Finché il sole non esce tra il lucernario (per questo l'orologio della copertina segna la 4:09 del mattino).
Disco eccezionale, verrà acclamato dalla critica (in tutte le classifiche dei dischi più belli e importanti di sempre, nella decina del XX Secolo dell'Osservatore Romano), dagli addetti ai lavori (nomination per 7 Grammy e ancora oggi considerato uno degli lp migliori per testare la bontà degli impianti Hi-Fi) e venderà negli anni milioni di copie, attratti da una musica che ha sempre fatto dell'eleganza, dell'eclettismo, dell'ironia dei testi i suoi punti di forza, per un suono unico, che si riconoscerà sempre.

Commenti