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White Fence - For The Recently Found Innocent (2014)

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di Ruben Gavilli Tim Presley, aka White Fence, giunge con “For The Recently Found Innocent “ al sesto album in quattro anni di carriera e sembra aver rinforzato sempre di più la venatura cantautoriale del suo pop lo-fi psichedelico: si è fatto più preciso, il Nostro, meno rude, più limpido e meno confusionario. Perciò via i suoni stravaganti e i mille pedali che hanno caratterizzato per anni il suono della sua chitarra, ma solo strumenti che servono al jangle- psych californiano: chitarra acustica, chitarra elettrica, basso e batteria. C’è meno urgenza in For The Recently Found Innocent e si percepisce di più la forza crescente della composizione di White Fence. Rispetto agli stessi due dischi precedenti, “Family Perfume Vol. 2“ (2012) e “Cyclops Reap” (2013) c’è più chiarezza e sicurezza nello scrivere canzoni, che inevitabilmente predispone all’ascolto. Detto questo, non che l’immaginario di riferimento cambi, siamo sempre in odore di Byrds, folk-rock, Syd Barrett, il Bob Dyla...

Frank Zappa for President

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di Michele Pizzi* Frank Zappa amava sostenere che l’unica ragione per abbinare delle liriche alla sua musica fosse che “viviamo in una società dove la musica strumentale viene giudicata irrilevante”, concludendo che i suoi testi potevano essere classificati in tre sole categorie: “Quelli davvero stupidi, quelli appena meno stupidi e una minoranza semplicemente divertenti”. Sarà, ma è così difficile credergli. Altrimenti perché avrebbe consumato la sua vita nel gioioso affanno di scrivere centinaia di ‘storie cantate’, straboccanti di doppi e tripli sensi, citazioni, rivisitazioni di materiale classico, persino soggetti teatrali. E che dire dei suoi spettacoli, in cui la parte ‘narrata’ degli immancabili siparietti diventa indiscutibilmente parte integrante e fondamentale dello show, concepito da Frank come ‘teatro musicale’ a tutto tondo fin dai tempi gloriosi e fecondi delle serate al newyorkese Garrick Theatre. La realtà dice che Zappa è stato, oltre che un geniale com...

Pixies – Doolittle (1989)

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di Silvano Bottaro Era la fine degli anni Ottanta e non si pensi, musicalmente parlando, che le cose andassero male, tutt’altro. “ Come on Pilgrim ”, il mini album d’esordio del 1987, aveva fatto scalpore e più impressione ancora aveva suscitato il seguito, “ Surfer Rosa ” (1988) votato miglior disco dell’anno dai critici del settimanale Melody Maker. Ma, i Pixies scrissero il loro capolavoro con “ Doolittle ”, salutato dai fans e dai critici come un sublime artefatto di post punk. L’album è il risultato di varie influenze, un misto di note sonore inizialmente riprese da gruppi come gli Husker Du, Violent Femmes, Jesus and Mary Chain, e i Pere Ubu. Questo disco dalla musica incontenibile possiede, infatti, una freschezza ed una vitalità praticamente inesauribili. I Pixies con “ Doolittle ” hanno creato un disco meno devastante dei precedenti, più estroso, sottile.  Doolittle è una sorta di enciclopedia del rock americano in versione, naturalmente, molto riveduta e poco “corrett...

Frank Zappa

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Il duca della prugne, così era chiamato Frank Zappa, dal brano omonimo che comparve nel suo ce lebre secondo album "Absolutely Free". Nessuno prima di lui fu maestro della sovversione musicale, il più illuminato e multiforme dei musicisti generati dalla rivoluzione degli anni sessanta. La parte più ludica e irriverente della cultura rock, l'esempio indomabile di una coscienza scomoda e indigesta al perbenismo americano.  Alla cultura rock, Zappa ha insegnato cinismo e parodia, una visione fortemente laica e demitizzata della realtà, mescolando musica e rumori, parole e gemiti, telefonate e sirene. Con pari dignità dimostrava che si poteva eseguire un jodel tirolese e Stravinskij, un chicchirichi e il jazz. Come per tutti i grandi della musica del nostro tempo, continueremo a domandarci se sia stato o meno un raro, isolato genio del bricolage musicale, oppure un perfetto prodotto della sua epoca, di quegli anni sessanta e settanta così sbeffeggiati dai suoi dischi. Di...

Storia della musica: Bob Marley e il reggae

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di Stefano Nurse Bob Marley è stato uno dei più grandi interpreti musicali, nel suo genere, il reggae. Questo tipo di musica è nato in Giamaica alla fine degli anni '60, sotto l'influenza di vari stili musicali come l'R&B, lo ska ed il rocksteady. La nascita del reggae ha coinciso con la conquista dell'indipendenza della Giamaica dal colonialismo inglese. Il suo nome deriva, quasi sicuramente, dal termine dispregiativo inglese "ragged" (cioè, "rozzo"). La sua prima comparsa sulle scene si deve al titolo dell'album "Do the reggay", realizzato da uno dei primi gruppi musicali giamaicani, i Tolls& the Martayls. Tuttavia, c'è qualche teoria che attribuisce il nome reggae all'idioma "ragga", parlato dalle popolazioni bantu. Tracciamo, ora, una breve storia della sua vita con le tappe più significative. Bob Marley, è il nome d'arte di Robert Nesta Marley. È nato il 6 febbraio del 1945 nel piccolo villaggio...

Neffa

Punk, hardcore, metal, rap, funky, blues, soul, pop. Li ha attraversati un po' tutti i generi musicali, Giovanni Pellino in arte Neffa. Nato a Scafati (Salerno) il 7 ottobre 1967, il musicista campano si fa le ossa negli anni '80, suonando la batteria con lo pseudonimo di Jeff Pellino in gruppi punk e hardcore, tra cui i Negazione. Discografia e Wikipedia

Beth/Rest - Bon Iver (2011)

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Justin Vernon è nella piccola baita del padre, sta guarendo dalla mononucleosi. Passa tutto il tempo a letto, legge e guarda la Tv. Ora stanno dando Un medico tra gli orsi , una serie televisiva dove i personaggi si salutano dicendo: «Bon hiver» (cioè «Buon inverno»). A Justin quel saluto piace, al punto che, quando dovrà formare una band (in realtà un semplice alter ego), la chiamerà Bon Iver, storpiatura di Bon hiver. Con essa darà vita a un percorso stupefacente, dove si ritrovano atmosfere sognanti, linee eteree ed estatiche, sentieri spettrali, chitarre appena accennate, silenzi di meditazione, candele acustiche. In un mondo che accelera, Bon Iver rallenta e sposta tutto ai confini della magia. Beth/Rest è uno dei brani più controversi della sua produzione: per alcuni destabilizzante e addirittura prossimo a certi passaggi dei Chicago, per me invece sintesi tra precedenti esperienze, auto-tune e Peter Gabriel. Mi conforta che lo stesso Justin lo giudichi uno dei momenti più alti d...

Alice In Chains - Jar Of Flies (1994)

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Le storie musicali ottobrine avranno come protagonista un formato musicale, perchè ho scelto 4 EP come protagonisti delle quattro domeniche di questo mese. Cos'è un EP? Un Extended Play è un supporto fonografico (in vinile, CD, musicassetta, download digitale o altro) che contiene più tracce rispetto ad un singolo, ma che, similmente al mini LP, non può essere classificato come album discografico. La definizione è alquanto vaga e non esiste un limite preciso che stabilisca quando un EP non è più tale e diviene un album vero e proprio: per convenzione, si concorda che un disco con pochi brani e una durata di 25-30 minuti sia un EP ma, per esempio, le regole della Recording Academy per i Grammy stabiliscono che ogni pubblicazione con cinque o più tracce sopra i 15 minuti di durata dev'essere considerata "album", senza menzionare gli EP. Tuttavia nelle classifiche ufficiali di vendita sono sempre segnalati quando vengono commercializzati come tali, e la storia della musi...

Storia della musica: Led Zeppelin

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di Artaserse Brazo I Led Zeppelin occupano i vertici della scena rock, metal e blues mondiale sin dall'ultimo ventennio del Novecento. Affronteremo, nella seguente guida, i punti principali e gli inconfondibili tratti che sancirono l'immortalità del gruppo britannico nella globale storia della musica. Animarono i palcoscenici di tutto il mondo dal 1968 al 1980 e, persino oggi, suscitano un vivido ricordo nella memoria dei più. Il gruppo dei Led Zeppelin fu composto dal chitarrista Jimmy Page, dalla voce di Robert Plant, dal bassista John Paul Jones e dal batterista John Bonham. Nacquero nel 1968 nel Regno Unito e, tra i generi trattati, spiccano l'Hard rock, l'Heavy metal, il blues rock, il British blues e anche il meno conosciuto Industry rock. Incisero e pubblicarono, immediatamente dopo la formazione, il primo album, omonimo del gruppo, a Londra. I Led Zeppelin riuscirono in un compito prodigioso: contribuire all'evoluzione della musica Rock non introducen...

Van Morrison - Astral Weeks (1968)

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di Silvano Bottaro Quarant’anni fa usciva “Astral Weeks”, disco che Wikipedia definisce così: -  “Astral Weeks è uno degli album più enigmatici della storia. Le canzoni sono pacate, la voce estremamente estatica, le melodie languide e jazzate. Ad un primo ascolto non sembrano esserci grandi capolavori, ma ascoltando meglio si è irresistibilmente attratti”. -  “Astral Weeks è il secondo album dell'artista irlandese Van Morrison; uscì nell'anno 1968 ed è considerato uno dei migliori album rock di sempre.” -  Dopo la pubblicazione di “Blowin Your Mind” del 1967, Morrison effettua una breve tournèe con dei musicisti sconosciuti. Al ritorno si presenta con delle sue composizioni alla chitarra: l’artista è irriconoscibile – la crisalide è diventata farfalla, il rock è posto in disparte per assaporare nuovi sofisticati suoni, meno immediati ma emotivamente più intensi. Nei concerti di “prova” la formazione non infiamma le platee, ma incanta molti musicisti, fra i quali ...

E T I C H E T T E

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