18 luglio 2014

Alt-J - An Awesome Wave (2012)

di Franz Bungaro

Personalmente credo che una delle soddisfazioni più grandi per chi ama scoprire ed ascoltare musica nuova, sia ritrovarsi con l’imbarazzante bisogno di comunicare al “magico cerchio” di amici “music addicted” l’entusiasmante scoperta. L’alienante mondo dei social network ha oggi potenziato tale possibilità, ma al contempo ne ha deturpato l’aurea missione, costringendoci a condividere con Chicchessia musica che il signor Chicchessia potrebbe non apprezzare mai. Spesso si usa aggiungere la raccomandazione che si tratta di qualcosa che scotta, che devi assolutamente ascoltare perché le tue corde stanno vibrando e sei sicuro di far vibrare pure quelle dei destinatari della tua favolosa (o presunta tale) scoperta. Altre volte, senza troppi preamboli, basta dire: senti un po' qua. Questo, molto semplicemente, vi inviterei oggi a fare. Sentite un po' qua.

Dopo giorni di ininterrotti ascolti e continui tentativi di provare a classificare la musica degli Alt-J, mi trovo a leggere una loro intervista e scopro che loro stessi hanno soddisfatto questa mia maniacale esigenza, definendo la propria musica come “trip folk”. Non poteva esserci una definizione migliore. An Awesome Wave è infatti una speciale quanto semplice mistura di un classico trip hop stile Portishead o Tricky con un folk tradizionale di estrazione nord europea (i cori sembrano quelli tipici di certe ballate celtiche). Ecco quindi che i riferimenti naturali sono presto rivelati ovvero la folktronica di Four Tet, specie quello dell’incommensurabile Rounds del 2003 (davvero molto ricordato, specie nel brano Tassellate) o l’alt folk/rock dei giorni nostri (in particolare, The Maccabees e Django Django). Siamo a Leeds, nel 2007, 4 ragazzi compagni di università, Joe Newman (voce e chitarra), Gwil Sainsbury (basso), Gus Unger-Hamilton (tastiere) e Thom Green (batteria), decidono di metter su una band che prende forme e sembianze in modo graduale, in modo casuale. Si fanno chiamare prima Daljit Dhaliwal, poi The Film. Quindi una decisione di spostarsi a Cambridge, e per un così importante cambiamento (per loro) mutuano dalla simbologia Mac l’espressione stessa del cambiamento: ALT –J, (delta).

An Awesome Wave è un disco potente, malizioso e fresco, meditativo (Intro, Interlude I, Interlude II, Matilda) ed effervescente (Breezblocks, Something Good, Dissolve Me). Enciclopedico per la capacità di contenere innumerevoli riferimenti a certa musica pop/rock (ancora, Radiohead, The xx, Wild Beasts, dei quali ultimi apriranno vari concerti), senza però mai riuscire a pieno ad inserirsi in un genere esistente ben preciso. Al primo approccio al disco, si è rapiti dalla travolgente Breezebloks, primo singolo dell’album. Macinando ascolti, è Fitzpleasure a telefonare e chiedere un altissimo riscatto.

In definitiva, se l’esordio è di tale fattura, non possiamo cha attenderci seguiti e proseliti degni del valore di questo esordio “awesome”. ALT-J, una fantastica onda. E non è una mera traduzione del titolo dell’album. (4,5/5 voto mio)

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