1. Frank Sinatra – In the Wee Small Hours - 2. Elvis Presley – Elvis Presley - 3. Louvin Brothers – Tragic Songs of Life - 4. Louis Prima – Wildest - 5. Fats Domino – This is Fats - 6. Duke Ellington – At Newport - 7. Frank Sinatra – Songs for Swingin’ Lovers! - 8. Crickets – Chirping… - 9. Count Basie – Atomic Mr Basie - 10. Thelonious Monk – Brilliant Corners - 11. Sabú – Palo Congo - 12. Miles Davis – Birth of the Cool - 13. Machito – Kenya - 14. Little Richard – Here’s… - 15. Tito Puente & His Orchestra – Dance Mania - 16. Billie Holiday – Lady in Satin - 17. Jack Elliott – Jack Takes the Floor - 18. Sarah Vaughan – At Mister Kelly’s - 19. Ella Fitzgerald – Sings the Gershwin Song Book - 20. Ray Charles – Genius of… - 21. Miles Davis – Kind of Blue - 22. Marty Robbins – Gunfighter Ballads & Trail Songs - 23. Dave Brubeck – Time Out - 24. Joan Baez – Joan Baez - 25. Elvis Presley – Elvis is Back! -
domenica 7 febbraio 2010
Le mie dieci canzoni rock
Credevo che scegliere dieci canzoni fosse più semplice di scegliere dieci dischi, ma mi sbagliavo! Delle classifiche che ho fatto fino ad ora, questa si è dimostrata la più complicata. Della serie: sempre più difficile.
Non sto a spiegare quali siano i motivi che mi hanno spinto alla scelta, dico soltanto che sono tra i più disparati, dalla semplice struttura armonica e sonora al personale ricordo emozionale.
Non sto a spiegare quali siano i motivi che mi hanno spinto alla scelta, dico soltanto che sono tra i più disparati, dalla semplice struttura armonica e sonora al personale ricordo emozionale.
Ho scelto dieci brani stranieri, la prossima volta toccherà alle canzoni italiane. Continua a leggere...
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Elvis Costello - Imperial Bedroom (1982)
Il vegano Declan Patrick McManus in arte Elvis Costello è senza dubbio il personaggio chiave del pop britannico. Colui che ha restaurato la melodia a colpi di elettricità. Imperial Bedroom è l'album che più di altri sintetizza la peculiarità della sua scrittura.
La sua camera da letto mentale è quanto di meglio il pop costelliano possa offrire. Le canzoni sono complesse, situate in atmosfere easy-jazz, tra pianto e ironia in un scenario avvolgente, non casuale, dove i brani sono un concentrato di dettagli sonori. Continua a leggere...
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Gli ultimi miei 10 musicisti rock
Dopo il post su I primi miei 10 musicisti rock, passo in rassegna gli ultimi 10, sempre della categoria così etichettata come "rock". La definizione più appropriata sarebbe "tra gli ultimi" ma non farebbe eco ai primi dieci.
Nella categoria "blasonata" della musica ci sono dei musicisti (solisti e gruppi) che per un motivo qualsiasi non riescono ad andare giù; passano gli anni, cerchiamo di trovare anche una motivazione alla loro esistenza, ma niente, non entrano nelle nostre "corde".
Nella categoria "blasonata" della musica ci sono dei musicisti (solisti e gruppi) che per un motivo qualsiasi non riescono ad andare giù; passano gli anni, cerchiamo di trovare anche una motivazione alla loro esistenza, ma niente, non entrano nelle nostre "corde".
Sono sicuro che... Continua a leggere...
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mercoledì 3 febbraio 2010
I primi miei 10 musicisti rock
Esistono dei musicisti che ci hanno influenzato, che hanno sonorizzato una parte della nostra vita e che magari per altri non contano nulla. Trovarne dieci è un'impresa assai ardua, l'unica cosa da fare è buttarla giù quasi di getto, senza tanti tentennamenti, altrimenti non se ne viene fuori... ci provo.
Laurie Anderson - Artista multimediale dell'avanguardia colta newyorchese, questa è una delle tante citazioni che si possono trovare su di lei. Dal 1981 con "Big science" non l'ho persa di vista o meglio ...di udito. Mescola straordinariamente: recitazione, canto, musica e intelligenza.
C.S.I. – – Dopo la forza devastante dei CCCP i CSI raccontano il dolore del mondo con un rock ridotto all'osso. La musica, le parole dure e poetiche, travolgono e assorbono l'ascoltatore in maniera travolgente. I C.S.I. sono gli stregoni, gli sciamani, i misteriosi maestri della musica italiana. Continua a leggere...
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Peter Gabriel - So (1986)
So è il quinto album solista di Peter Gabriel ed è il primo che porta il titolo di una sillaba, i primi quattro, infatti, hanno un numero progressivo: 1, 2, 3 e 4, mentre i prossimi porteranno il titolo di Us e Up.
Non privo di successo, prima con i Genesis e poi come solista, è con questo album che Gabriel raggiunge il vertice della popolarità. Il suono moderno e i brani solidi grazie anche la maestria del co-produttore Daniel Lanois, portano il disco nelle classifiche mondiali. Brani come "Sledgehammer", "Red Rain", "Don't Give Up" con Kate Bush e "In Your Eyes" con Youssou N'Dour, fanno di questo disco degli anni Ottanta uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli anni. Continua a leggere...
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La musica che mi gira intorno
L'idea di catalogare, di riordinare, di "mettere in ordine" i dischi costituisce un capo saldo dell'appassionato di musica. E' sempre stato così. Lo era al tempo dei 78 giri, quando collezionare poteva significare possedere qualche dozzina di dischi, lo è stato per i 45 giri (probabilmente il formato in cui l'oggetto del desiderio è diventato più ambito, comunque il formato in cui si è scatenato l'alto collezionismo), lo è per il 33 giri, il non dimenticato long playing, a cui tocca oggi l'improbo ruolo di tenere alte le quotazioni del vinile. Continua a leggere...
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Top ten zero
Negli anni scorsi, in questo periodo, stavo iniziando a stilare la classifica dei dischi da inserire nella mia top ten annuale. Ecco quella del 2006, quella del 2007 ed infine quella del 2008.
Ho scritto la parola "infine" non a caso, infatti, quest'anno... ciccia, nisba, niente, neanche a volerlo riesco a racimolare un po’ di dischi per arrivare a dieci. C'è ne sono sì, alcuni, per carità, ma siamo nell'ordine di poche unità, che neanche vale la pena a farla 'sta classifica. Continua a leggere...
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martedì 2 febbraio 2010
John Lee Hooker - The Healer (1989)
"L'album blues più venduto in assoluto per uno dei più grandi bluesman ancor oggi in circolazione", recitava la pubblicità del disco a fine anni novanta, poco prima della morte avvenuta nel 2001 a ottantaquattro anni.
Il termine "blues" è probabilmente più abusato che usato in questo disco che, sinceramente ho ascoltato fino alla nausea, per la sua immediatezza, per la sua ascoltabilità ma non certamente per la sua sonorità marcatamente blues.
Con questo disco, la chitarra più corteggiata del rock insieme a Muddy Waters e anche l'unico a uscire e imporsi dal ghetto di Detroit, ritorna con un album sensazionale che riassume e condensa tutte le indicazioni e i significati della sua arte e del suo modo di intendere il blues. Continua a leggere...
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Ivan della Mea (1940 - 2009)
Ivan Della Mea ha cominciato a scrivere versi e musiche nel 1959, con La grande e la piccola violenza, che terminò solo tre anni dopo.
Nel giugno del 1966 ha inciso un disco, Io so che un giorno, che rimane probabilmente la cosa migliore mai scritta in Italia nel campo del canto politico. Ci si trova dentro, genialmente, quella componente del fare politica che è la memoria storica e di classe e c'è la rilettura - dopo 20 anni - di una fase cruciale della storia operaia italiana, fatta dal di dentro delle cose e delle esperienze; ci sono gli anni '50 con le loro storie private e pubbliche, coi loro drammi individuali e collettivi. Le ballate in questo disco sono tra i più riusciti tentativi, nella cultura italiana contemporanea, di fare storia di classe ed espressività popolare insieme. Continua a leggere...
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