Glen Hansard – This Wild Willing (2019)

di Giacomo Starace

Glen Hansard non si ferma mai, torna sulla scena con This Wild Willing, quarto album in studio, registrato nei France’s Black Box Studios. Come racconta in un video presente sul suo sito, l’album prende forma nell’intimità di una stanza dell’Irish Cultural Centre a Parigi. Un mese di tempo per trasformare idee in canzoni, una scrivania e un letto singolo.

Il disco nasce anche da una serie incontri, come quello con la sua guida Nadia, che gli ha mostrato la città e lo ha incoraggiato, o quello con i tre fratelli iraniani Koshravesh, emigrati dall’Iran a Parigi per poter liberamente dedicarsi alla musica e che hanno dato un apporto fondamentale alla creazione dell’album, fondendosi perfettamente con lo stile e la musica di Glen. È un lavoro a cui hanno partecipato, oltre ai fratelli Koshravesh, più di una ventina di musicisti, tutti legati alla carriera di Hansard, siano essi membri dei The Frames, Marketa Irglova che era al suo fianco nel film Once e nel gruppo The Swell Season, o membri della band che lo accompagna in tour.

Già dal primo brano (I’ll Be You, Be Me), nonché singolo uscito all’inizio del 2019, salta all’orecchio quella che è la novità più evidente: la ricchezza sonora di una composizione ricca e complessa, forte di una polifonia nata improvvisando su linee melodiche fatte evolvere piano piano, approdando anche in una soffusa effettistica. Negli ultimi anni, come era risultato anche nell’ultimo album, Between Two Shores, Glen ci aveva abituati sempre più a un blues asciutto e intimo, per questo This Wild Willing stupisce per l’apparato musicale che circonda la sua voce. Che si stia muovendo in fraseggi di esotico sapore mediorientale o su linee blues più familiari, il timbro di Hansard riesce sempre ad essere espressivo, contribuendo a colorare il disco di tinte scure e drammatiche, intime, dirette.

Musicalmente, si può considerare il lavoro nella sua completezza come una felice rivoluzione del sound hansardiano, una rivoluzione costruita sulle basi poste in precedenza, senza abbandonare affatto le dinamiche e l’andamento percussivo caratteristici dei lavori antecedenti, così come la semplicità tipica dell’ascolto delle sue canzoni, mai banali, ma raramente complicate da seguire. This Wild Willing si presenta come un album da ascolto, da meditazione, come un buon vino rosso. Sul piano lirico, invece, non ci sono grosse novità: Glen Hansard è un poeta vero, per cui i testi sono di un livello stellare. Ogni brano va gustato parola per parola, lasciandosi cullare dalle immagini ben curate e dalle storie che vengono veicolate fra le note, con le note. Proprio ad esempio di questo, l’album si conclude con Leave A Light, meravigliosa ballad al 100% irlandese e carica di quella dolcezza malinconica che pervade le molte canzoni d’addio della tradizione dell’isola verde, piccola e riparata in un angolo di mare, ma con un cuore enorme e vero, come quello del cantautore dalla barba rossa che ora tende verso il bianco di quel long cold winter, lungo inverno freddo, a cui dire addio insieme a quello che ci si lascia indietro.

This Wild Willing esce venerdì 12 aprile. Nel mentre è già iniziato il tour, che lo vedrà in Italia il 26 luglio nell’Anfiteatro del Vittoriale, sul lago di Garda. Sarà interessante scoprire come renderà questi brani dal vivo, perché non dimentichiamo una cosa: Glen Hansard è un busker, la sua musica passa anche nel corpo, nelle movenze, nel volgere gli occhi chiusi al cielo mentre grida, nei sorrisi ai compagni musicisti e al pubblico e in mille altre cose che vanno viste e non si possono spiegare a parole. Per questo do appuntamento a quest’estate, con il racconto del concerto.

Prima di ascoltare il disco, consiglio di prendere 17 minuti di tempo per guardare questo video, citato all’inizio dell’articolo, per ascoltare, dalla voce di Glen Hansard stesso, un riassunto del processo di creazione dell’album, con gli incontri fatti, le peculiarità portate da essi e un giudizio molto vero sul posto che occuperà This Wild Willing nella storia di Glen, come uomo e come musicista.

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