10 aprile 2017

Morrissey - You Are The Quarry (2004)

Steven Patrick Morrissey non è mai stato un uomo dalle eccessive riserve o cautele, Il suo album americano si apre cosi: «America, ti amo, mi piacerebbe solo che te ne stessi dove sei». In realtà, è lui che se ne è andato dalla Gran Bretagna ingrata e che a Los Angeles ha trovato la calma sufficiente per tornare a farsi sentire dopo sette anni di silenzio. E questo, appunto, è il suo album americano, quello del ritorno, A cominciare dalla produzione, affidata a Jerry Finn, che ha alle spalle successi (americani) con blink-182, Alkaline Trio, Rancid, Green Day, Il suo lavoro si sente subito, nei primi secondi del primo pezzo; ritmica in evidenza, suoni pop dotati di forza e anche di una certa eleganza. I sette anni a qualcosa sono serviti, perché il livello delle composizioni è altissimo, senza cadute. I testi oscillano come sempre tra il confessionale-autoindulgente-ironico («Mi hai trascinato la faccia in quindici miglia di merda, E non... E E non mi è piaciuco») e il polemico-ironico («L'America, dicono, ci ha dato l'hamburger: BehjAmericas sai dove puoi ficcarti l'hamburger C'è anche spazio per un nostalgico (e ironico) tocco di londinese nostalgia («Bereil tè con quel gusto di Tamigi... ») Del suono chitarristico degli Smiths è rimasto ben poco, e You Are The Quany in effetti non è, almeno dal punto di vista del suono, che un perfetto riassunto di quanto di meglio ha prodotto il rock commerciale dei primi anni Duemila. Ma se tutto ciò si mette al servizio del talento atipico di Mozy del suo essere al tempo stesso declamatorio e intimista, del suo proverbiale istinto per le melodie che si attaccano come ventose oche è ben pili difficile mandare via, l'album americano dell'ex signor Smith ha certamente diritto di entrare tra i classici, «Perché mi ha dato tutto questo amore, quando non c'è nessuno a cui possa restituirlo la domanda di I Have Forgiven Jesus vale un po' tutta la produzione solista di Morrissey e pure quella con gli Smiths. Non ci si stupisce che dopo questo album lui abbia lasciato Los Angeles e sia andato a vivere nel centro mondiale di quel cattolicesimo con cui, forse senza rendersene del tutto conto, si confronta da sempre; A Roma, dove realizzerà un altro album, questa volta liturgico e morriconiano: Ringleader Of The Tormentors.

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

0 commenti: