3 febbraio 2017

Public Enemy - It Takes A Nation Of Millions To Hold Us Back (1988)

Sotto sotto, si sente pulsare il groove del funk, il tappeto ritmico e armonico sul quale poggia una voce calda, ricca di sfumature, carismatica. Questa volta, però, il tappeto lo distendono i dj, e pif ancora, nel caso dei Public Enemy, i produttori (The Bomb Squad) che in studio ricombinano suoni esistenti, ritmiche altrui, pezzi di musica e frammenti di mondo sui quali la voce baritonale di Chuck D declama testi di incredibile efficacia, perfetti per essere ricordati e citati a lungo. Quando arrivano i Public Enemy si capisce che qualcosa è cambiato, nel mondo dell'hip hop e non solo. Un po' per quello che i PE dicono e rappresentano: idee, finalmente, magari anche discutibili, comunque non pili autocelebrative esaltazioni di se stessi e del proprio rap. Ma anche per come lo dicono, con un impatto sonoro potente e complesso, che l'uso frequente di suoni stridenti e ricorrenti sirene rende ancora pili inquietante. Quando arrivano i Public Enemy, il gioco della citazione e della ripresa di suoni altrui caratteristico dell'hip hop anni Ottanta diventa improvvisamente puerile: i campionamenti del gruppo newyorkese (gruppo, ecco un termine — e un concetto — tipico del rock'n'roll che si può applicare ai PE, per quanto loro possano non esserne felici) sono tanto articolati e multistrato da trasformarsi in qualcosa di diverso, e nuovo: il parallelo con le basi circolari della musica funky è evidente, cosi come sono evidenti i debiti con tutta la tradizione della musica nera americana. Gli elementi di novità, d'altra parte, non si possono nascondere: il gioco delle voci tra Chuck D e Flavor Flav (insieme apoteosi e presa in giro del tradizionale giullare nero della cultura pop americana), la natura tutta sintetica del suono Public Enemy (piff avanti, soprattutto per non pagare troppo in diritti d'autore, saranno costretti ad avere musicisti veri sul palco e a suonare con loro), l'impatto comunicativo della Posse, che oltre a Chuck D, Flavor Flav e al duo di produttori di The Bomb Squad, comprende l'altro rapper Professor Griff, capo degli spettacolari breaker che si fanno chiamare Security Of The First World, e Terminator X, il dj. Un modello infinitamente imitato, cosi come verrà imitata fino allo sfinimento la ricetta musicale di questo album, punto pif alto di una parabola artistica destinata a rimanere unica e inimitabile. (Mia valutazione: Buono)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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