The Black Crowes - Amorica (1994)

Disarticolato, obliquo, sghembo, irregolare, mai prevedibile. Mai prima di allora una band aveva preso in blocco il rock'n'roll più classico e l'aveva centrifugato con sprazzi di chitarre veementi, aromi soul e gospel, viaggi interstellari e acidi e con una complessità ritmica fino ad allora inedita per la band della Georgia. Già con il precedente The Southern Harmony and Musical Companion, i Black Crowes si erano proposti come la più originale e significativa rock'n'roll band classica degli anni Novanta, ma è con Amorica che raggiungono il proprio climax artistico, proprio nel momento in cui la tensione interna fra i membri del gruppo era giunta a livelli insostenibili. Potenza del rock'n'roll, dei riff feroci di Rich Robinson, del solismo lirico e psichedelico di Marc Ford, di una sezione ritmica potentissima e metronomica e della voce ora suadente e sexy, ora disperata di Chris Robinson. Insomma, un turbinio elettrico e confuso, che dall'elettricità di Gone e Conspiracy porta alle onde di redenzione della conclusiva e spirituale Descending, nella migliore sintesi del decennio fra una calligrafica classicità ed un marcato spirito innovatore, che mai più la band dei fratelli Robinson sarebbe stata in grado di eguagliare.  (Mia valutazione:  Buono)

(Gabriele Gatto)

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