8 ottobre 2015

Bruce Springsteen - The River (1980)

[Disc 1] 1. The Ties That Bind // 2. Sherry Darling // 3. Jackson Cage // 4. Two Hearts // 5. Independence Day // 6. Hungry Heart // 7. Out In The Street // 8. Crush On You // 9. You Can Look (But You Better Not Touch) // 10. I Wanna Marry You // 11. The River // [Disc 2] 1. Point Blank // 2. Cadillac Ranch // 3. I'm A Rocker // 4. Fade Away // 5. Stolen Car // 6. Ramrod // 7. The Price You Pay // 8. Drive All Night // 9. Wreck On The Highway

Il capolavoro di Bruce Springsteen con la E Street Band. Amaro, struggente, coraggioso, The River cristallizza un suono che poi diventerà un marchio, di più, uno stile e porterà Springsteen a confrontarsi con un tempo e con un'età sempre più difficili. La risposta è un doppio album la cui ricchezza di soluzioni, di composizioni e di ispirazioni (si va da Hank Williams, alla fonte di tutto, alla Band, da Bob Dylan agli Stones) è parallela all'uniformità del suono, alla qualità delle canzoni, alla perfezione di una visione ormai adulta, precisa, completa. Il songwriter e la rock'n'roll band, insieme e mai così grandi (almeno in studio di registrazione), l'inizio e la fine di una grande storia americana: The River è un diario a cuore aperto e le canzoni diventano, una dopo l'altra, le scene di una vita in bianco e nero a cui soltanto il rock'n'roll riesce a dare un senso. Vale la pena di riscoprire e riascoltare con rinnovata attenzione la seconda parte di The River, quella dove (giusto per ricordarlo) Danny Federici sfodera il meglio di sé, perché è forse il lato più ambizioso, dal punto di vista del suono e del songwriting, mai raggiunto da Bruce Springsteen. Nessuno dei tentativi successivi (salvo Nebraska, che è e resta un caso a parte, e per certi versi The Ghost Of Tom Joad) riuscirà a essere altrettanto ricco e focalizzato, intenso e appassionato, come se fosse un romanzo più che un album. The River è anche quello, tra l'altro essendo, un disco che non finisce mai, perché contiene moltitudini. (Mia valutazione: Distinto)

(Marco Denti)

2 commenti:

Hammer ha detto...

Mi stupisce un po' la chiusura della recensione. Per quanto The River sia un capolavoro di assoluto valore ho sempre ritenuti che sia il terzo album migliore del Boss dopo Born in the USA e The Rising.

Immagino che voi non siate d'accordo :-)

Silvano Bottaro ha detto...

Mi trovi d'accordo invece. Personalmente ho valutato "The River" con "Distinto" e non con "Ottimo" e ancor meno con "Capolavoro". Lo "colloco" dopo una manciata di altri dischi tra cui quelli che hai menzionato. Evidentemente però non tutti sono/siamo d'accordo che sia il suo miglior lavoro e tra gli altri Marco Denti, recensore/articolista di questo post.
Aloha!