17 gennaio 2011

La terra promessa #2

Per fortuna trattandosi di musica, c'è sempre qualcosa che elude i tentativi di normalizzazione. Forse perché il rock, sebbene giovane, viene da lontano, raccoglie eredità antichissime e risponde antichissime e risponde, in larga parte inconsapevolmente, a un bisogno preciso, riassumibile nell'idea del canto tribale, di quella unione tra corpo e mente che la nostra società ha tentato in ogni modo di estirpare, ma che rientra dalle porte più imprevedibili.
Il rock è stato ed è tuttora il sintomo vitale di un conflitto. Ma vive anche al centro dell'industria del divertimento, il che lo rende necessariamente ambiguo, talvolta perfino pericoloso come strumento di regressione e di persuasione. Questione che oggi è diventata di primaria importanza. Cosa sta succedendo al nostro strano pianeta? Quel poco che sappiamo è che in nessun momento della storia umana ha avuto così peso la comunicazione, e quindi anche il suo temibile rovescio, ovvero la propaganda. E' più che mai lecito dubitare che le cose del mondo vadano in cui ce le raccontano i media. (Gino Castaldo) (Continua)

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