Wilco - Yankee Hotel Foxtrot (2002)

Non è un tipo facile, Jeff Tweedy da Belleville, Illinois: è difficile perfino capire se quelle emicranie fortissime, e le pasticche che prende di continuo per sopportarle, sono la causa o l'effetto collaterale di un malessere che si ritrova in molte delle canzoni del suo gruppo, i Wilco. Anche in Summerteeth, l'album del 1999 che ha dato una svolta al suo modo di far musica: lui e Jay Bennett, l'unico componente del gruppo che ha un ruolo quasi pari al suo, per realizzare quell' album hanno cominciato a sperimentare in studio, staccandosi sempre pili dal passato country punk, da quel suono elettrico eppure cosi vicino alle radici della musica americana che caratterizzava la loro storia, fino ad allora. Poi hanno collaborato con Billy Bragg per i due dischi Mermaid Avenue, ispirati da alcuni testi inediti di Woody Guthrie (anche li, i conflitti non sono mancati) e Tweedy ha iniziato a lavorare a un progetto collaterale chiamato Loose Fur con un musicista d'avanguardia, Jim O' Rourke, e un batterista, Glenn Kotche. Inevitabilmente, tutte queste strade si sono incrociate nello studio in cui i Wilco si sono rinchiusi per registrare il nuovo album, il quarto. Al termine delle registrazioni, O'Rourke sarà il nuovo produttore del gruppo, Kotche il nuovo batterista e Bennett se ne andrà con qualche recriminazione. Non solo: la casa discografica, che sta vivendo un travaglio non troppo diverso (il gruppo Warner si sta fondendo con il gigante di Internet Aol) chiede al gruppo di lavorare ancora all'album, per produrre almeno un possibile singolo di successo. Ma Tweedy considera Yankee Hotel Foxtrot perfetto cosi (o forse tornare in studio ora sarebbe troppo psicologicamente faticoso anche per lui) e rifiuta ogni compromesso: una fulminea trattativa impedisce all'album di uscire l' 11 settembre 2001 (!) e gli restituisce senza penali il possesso dei nastri appena registrati. Lui li mette online gratuitamente (se lo scaricano in qualche decine di migliaia), poi va in tour e infine firma con un'etichetta del medesimo gruppo Warner. Yankee Hotel Foxtrot è un boom: i critici impazziscono (all'unanimità, i Wilco vengono definiti i Radiohead americani, rock'n'roll d'avanguardia e di governo), le vendite vanno bene e Tweedy finirà in clinica per disintossicarsi dai farmaci e liberarsi delle emicranie. Tutto è bene quel che finisce bene.

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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