Gregg Allman – Southern Blood (2017)

di Paolo Baiotti

E' difficile ascoltare Southern Blood e ancora di più parlarne sapendo che il suo autore ci ha lasciato il 27 maggio scorso, qualche mese dopo averlo inciso e, forse, non avendolo completato come avrebbe desiderato. Ho fatto veramente fatica ad assimilare questo disco, non perché sia difficile, ma per il pensiero che Gregg non potrà più cantare questi brani, né proporci nulla di nuovo. Dagli archivi usciranno concerti e magari inediti in studio… ma non sarà la stessa cosa. Il rammarico cresce rendendosi conto della qualità del disco, che si può considerare con l'esordio Laid Back (Capricorn '73) il migliore della sua carriera solista. Talora i dischi postumi sono raffazzonati, ruffiani, una scusa per sfruttare il nome dell'artista. Non è il caso di Southern Blood, concepito e registrato con la consapevolezza che il tempo stava scadendo e che il fisico minato del cantante non avrebbe concesso più di tanto.

Non a caso per questo album Gregg è voluto tornare alle origini, incidere nei Fame Studios di Muscle Shoals, Alabama, dove gli Hourglass registrarono dei demos e dove nacque la leggenda del fratello Duane come session man di lusso prima della formazione della Allman Brothers Band. Prodotto con sapienza da Don Was, aiutato nella gestione dell'artista dal manager Michael Lehman (due grandi amici di Gregg, molto più di due collaboratori), inciso in pochi giorni nel marzo del 2016 cercando di non affaticare eccessivamente il cantante, con l'accompagnamento della Gregg Allman Band, una formazione compatta di qualità eccellente guidata dal chitarrista Scott Sharrard con Steve Potts (batteria), Marc Quinones (percussioni), Ron Johnson (basso), Peter Levin (tastiere) e la brillante sezione fiati di Jay Collins, Art Edmaiston (entrambi al sax) e Marc Franklin (tromba), con l'aggiunta di un paio di leggende locali come David Hood e Spooner Oldham, Southern Blood è il degno testamento di uno dei più grandi cantanti rock e soul della storia. Studiato per valorizzare una voce in grado di superare miracolosamente i problemi che stavano minando inesorabilmente il fisico di Gregg, Southern Blood ha un suono caldo e avvolgente, a differenza di Low Country Blues, il disco di covers blues e soul del 2011 prodotto da T Bone Burnett che ne aveva rilanciato la carriera solista.

My Only True Friend è l'unica traccia autografa, una superba ballata allmaniana arrangiata con il giusto impasto di chitarra, tastiere e fiati, una riflessione sulla morte e sulla passione per la musica e per il palco ("You and I both know that the road is my only true friend"). Scott Sharrard, coautore di questo brano, è autore di Love Like Kerosene, scattante rock blues già inciso dal vivo sul doppio Back To Macon. Due brani richiamano il fratello Duane: Blind Bats And Swamp Rats, un tuffo nelle acque oscure della Louisiana tratto da Ton-Ton Macoute di Johnny Jenkins, inciso nel '69 nei Fame Studios, un disco nato come prova solista di Duane prima della formazione degli Allman Brothers e Song For Adam di Jackson Browne, una ballata intima e sofferta scritta per ricordare la morte di un amico, da sempre ricollegata da Gregg alla morte del fratello. Versione eccellente, con Browne ai backing vocals, che ci riporta all'inizio della carriera dei due musicisti, che si conobbero a Los Angeles nel '67.

Quattro brani sono omaggi a grandi autori: Once I Was è una superba love song di Tim Buckley interpretata in modo avvolgente e melodico, Going Going Gone una traccia di Bob Dylan da Planet Waves interpretata in modo elegante con venature country-gospel, Black Muddy River una ballata dolente di Jerry Garcia e Robert Hunter arrangiata con un pizzico di malinconia in meno e un tocco country-folk in più, Willin' un classico brano southern di Lowell George (Little Feat), interpretato con calore e passione e arrangiato con sapienza. Mancano due tracce, omaggi alla passione di Gregg per il blues e il soul: I Love The Life I Live di Willie Dixon e Out Of Left Field di Spooner Oldham e Dan Penn (prima versione di Percy Sledge) che completano adeguatamente un disco che riafferma la statura di Gregg come cantante di classe sopraffina.

La versione deluxe aggiunge versioni dal vivo del 2016 di Love Like Kerosene e I Love The Life I Live e un dvd con un documentario sulla registrazione del disco.

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