12 maggio 2017

Alanis Morissette - Jagged Little Pill (1995)

Il successo è enorme, e inatteso anche perché viene dall'ex bambina prodigio della tv canadese, celebre li, sconosciuta altrove. Della bambina prodigio, cosi come della divetta dance-pop, altra incarnazione dell'Alanis adolescente (che si faceva chiamare cosi, Alanis e basta), non rimane pili nulla. La bambina che scriveva canzoni ispirandosi a Grease e a Olivia Newton-John, la ragazzina grassa che non mangia per apparire in tv e che frequenta da sempre analisti e psicologi, si è trasferita in California e ha incontrato Glen Ballard, che ha vent'anni piff di lei e che è con Michael Jackson tra gli autori di Man In The Mirror. Un musicista-autore-produttore che ce l'ha fatta, ma che non è certamente un tipo da prima fila. Insieme, nella casa-studio di Ballard, lavorano a una delle ballate che Alanis si è portata dietro dal Canada, Perfect, voce, chitarra e poco Pili, che lascia intuire possibilità interessanti. Lui veste le sue canzoni di suoni contemporanei ma non eccessivamente barocchi. La ventata del grunge non è passata invano, sul pop americano, e gli anni Ottanta sono davvero finiti. Lei, di suo, ci mette una rabbia che sembra autentica, e una sensibilità ferita dalla vita nella quale non è difficile identificarsi, per i ventenni come lei, ma non solo. Quando esce, fa clamore You Oughta Know, che per la prima volta chiama le cose con il proprio nome («Lei ti farebbe» -- sottinteso: come me — «un pompino al cinema ?») e che racconta il rapporto di potere che c'è dentro una storia d'amore (e di risentimento) senza smancerie romantiche. Colpisce che a farlo sia una donna, e che lo faccia con la massima sin. cerità e vulnerabilità. Per anni sui siti Internet si discuterà di chi sia il protagonista maschile della canzone, dando per scontato, evidentemente, che il protagonista femminile sia lei, Alanis Nadine Morissette, e che la storia sia al cento per cento vera, E la forza dell'album, ciò che forse giustifica le cifre stellari del suo successo, insieme con lo stato di grazia della compositrice, che in dodici pezzi, senza apparenti cadute di gusto, riesce a mettere inSieme l'ironia, la rabbia e il disincanto delle opere veramente riuscite. E ad aprire contestualmente la porta per una nuova generazione di cantautrici rock'n'roll, in genere, d'ora in poi, pili sincere ed efficaci dei colleghi maschi.

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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