3 aprile 2017

Tedeschi Trucks Band – Live From The Fox Oakland (2017)

di Paolo Baiotti

Derek Trucks è uno dei pochi talenti precoci che ha mantenuto le attese. Nato nel '79 a Jacksonville, a 13 anni aveva già diviso il palco con Buddy Guy, suonando una chitarra quasi più grande di lui e specializzandosi alla slide che lo facilitava avendo le mani piccole. A 17 anni forma la Derek Trucks Band con la quale incide otto albums; nel contempo, dopo varie apparizioni come ospite, si unisce alla Allman Brothers Band invitato dallo zio Butch, restando con la gloriosa formazione dal '99 allo scioglimento del 2014 e formando con Warren Haynes una coppia di chitarristi che non pochi hanno paragonato al leggendario duo originale Dickey Betts/Duane Allman. Susan Tedeschi, originaria di Boston, nata nel '70, appassionata cantante di gospel fin dall'adolescenza, dopo avere frequentato il prestigioso Berklee College Of Music si appassiona al blues e alla chitarra, formando la Susan Tedeschi Band nel '93. Il suo secondo album Just Won't Burn del '98 ottiene un disco d'oro negli Usa, anche per merito dei frequenti tour in supporto a B.B. King, John Mellencamp, Bob Dylan e Allman Brothers.

Durante il tour del '99 con questa band incontra Derek Trucks. I due diventano coppia dopo pochi mesi e si sposano nel 2001. Mantengono per alcuni anni le rispettive carriere soliste, ma le necessità famigliari (hanno due figli nati nel 2002 e 2004) e la voglia di condividere quanto più possibile vita e passioni li portano a formare il side project Soul Stew Revival, che gira gli States con una miscela rivitalizzante di soul, blues, gospel e rhythm and blues. Il progetto si evolve nel 2010 con la nascita della Tedeschi Trucks Band, che diventa un impegno a tempo pieno con rinuncia, almeno fino ad oggi, a progetti solisti. Una scelta coraggiosa per le dimensioni della band, un'orchestra di 12 elementi (basso, doppia batteria, tastiere, tre fiati, tre coristi oltre ai due leaders) difficile da gestire sia sul piano musicale che economico. Eppure in sei anni i coniugi hanno realizzato tre dischi in studio (entrati nella top 20 americana) e due live, costruendosi una solida e meritata popolarità e ripercorrendo il cammino di Joe Coker con Mad Dogs And Englishmen e di Delaney & Bonnie and Friends.

Live From The Fox Oakland, registrato il 9 settembre nel teatro californiano, rappresenta la conferma dell'evoluzione positiva del gruppo, che ha raggiunto un equilibrio notevole tra le varie influenze musicali e nella divisione degli spazi tra i coniugi Trucks e tra gli altri musicisti. Questa è una band esuberante e vitale, trascinata dalla gioia e dall'entusiasmo di Susan, controbilanciata dalla calma serafica e dalla saggezza di Derek, che si muove lentamente, parla poco, ma controlla tutto e sembra il leader silenzioso e riconosciuto dell'orchestra, un po' come Jerry Garcia nei Grateful Dead. Brani autografi e covers si alternano con fluidità e anche le parti più sperimentali si fondono con maggiore efficacia rispetto al doppio live del 2012. Nel primo disco Trucks si erge al ruolo di protagonista assoluto in una radiosa Keep On Growing (Derek & The Dominos), cantata in coppia da Susan e Mike Mattison (ex cantante della Derek Trucks Band), illuminata da due sublimi assoli allmaniani all'elettrica e alla slide, nel soul Crying Over You e nella ballata southern Anyhow, mentre Susan valorizza un'intensa Bird On A Wire (Leonard Cohen) avvolta da tonalità gospel e il trascinante opener Don't Know What It Means. Interessante These Walls con ospite il sarod di Alam Khan (figlio del maestro Ali Akbar Khan, uno dei riferimenti musicali di Derek), nella quale il suono della slide assume venature celestiali.

Nel secondo disco spiccano la fiatistica Right On Time con Mike e Susan voci soliste, la complessa I Want More che si chiude con un frammento di Soul Sacrifice (Santana), il southern soul di Let Me Get By e il blues Leavin' Trunk (Sleepy John Estes) che offre a Susan l'opportunità di valorizzare le sue doti alla solista. Qualche dubbio sull'improvvisazione jazzata di Ali (Miles Davis) con la tromba di Ephraim Owens sugli scudi, forse un po' staccata dal resto del set. La versione video presenta qualche differenza nella scaletta, frammenti di interviste che rafforzano il concetto di famiglia del gruppo e un paio di perle: Color Of The Blues (George Jones) eseguita nel soundcheck da Susan, Mike e dalla giovane corista Alecia Chakour e una ruspante You Ain't Going Nowhere filmata nel backstage con ospite Chris Robinson (Black Crowes). Peccato che siano stati omessi alcuni brani suonati nella stessa serata come Had To Cry Today (Blind Faith, travolgente nel recente concerto milanese), Angel From Montgomery (John Prine), Sugaree (Grateful Dead) e Space Captain (Joe Cocker). Come bonus del dvd/blu-ray sarebbero stati la ciliegina su una torta che, comunque, è già sufficientemente gustosa.

0 commenti: