3 marzo 2017

Metallica - Metallica (1991)

Una band giunta al quinto album che decide di intitolarlo con il proprio nome e di mettere in copertina un'illustrazione quasi invisibile su fondo nero è: 1) molto sicura di sé e del proprio successo; 2) alla ricerca di una svolta. Per i Metallica del 1991 sono vere entrambe le ipotesi. Il loro album nero nasce dall'incontro con Bob Rock, produttore di alcune band (una per tutte: i Môtley Crüe) di quel metal pop che attraversò come un fiume in piena le classifiche e gli stadi del rock americano anni Ottanta. Incontro anche molto difficile, in parte ricercato dai quattro componenti della band (James Hetfield, chitarrista, e il batterista Lars Ulrich si rendono conto che la loro leadership incontrastata non li porterà pili lontano di cosi), in parte subito. Forse trovare un antagonista esterno al gruppo serve a tirar fuori energie e idee inaspettate, sconosciute anche a chi effettivamente le produce. Rock lavora sui ritmi e sui suoni, rallenta tutti i brani e aiuta Hetfield e compagni a metterli a fuoco facendoli spesso suonare insieme anche in studio. Porta al limite estremo il carattere epico del suono Metallica, lo rende ancora pid potente scomponendolo in ogni suo elemento primario e caricando i toni. Le chitarre ritmiche sovrapposte sono a volte tre, o quattro, le sonorità pid varie, a momenti quasi morriconiane (loro le chiamano «tipo spaghetti western»); in un caso, che sarà poi popolarissimo (Nothing Else Matters), c'è anche un quartetto d'archi, pur se ridotto ai minimi termini in fase di mixaggio. I testi parlano di violenza e solitudine, come i grandi classici della cultura pop americana. I risultati di tutto questo lavoro sono notevoli: l'album diventerà un successo stellare (il venticinquesimo pid venduto nella storia dell'industria discografica Usa), il gruppo si imbarcherà in un tour gigantesco (che alla fine dei conti totalizzerà circa trecento _concerti in ogni angolo del pianeta) e farà finalmente il salto dall'heavy metal (o thrash metal, per essere precisi) al rock'n'roll, uscendo da un genere che evidentemente sta stretto al gruppo e che ora, in questo inizio degli anni Novanta, mostra senza pietà tutti i suoi limiti. Di creatività, di divertimento, di interesse. I Metallica sono scuri e cattivi, ma lo sono per davvero: è ora di accorciare i capelli e diventare grandi.

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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