3 febbraio 2017

Puberty 2 - Mitski

di Claudio Todesco
Puberty 2 - Mitski

«Tua madre non approverebbe il modo in cui la mia mi ha cresciuta», canta spiegando al fidanzato la propria irriducibile diversità. Mitski Miyawaki è mezza americana e mezza giapponese. A causa del lavoro del padre ha vissuto in una dozzina di Paesi tra cui Giappone, Malesia, Repubblica Democratica del Congo, Cina, Turchia. Non stupisce che metta il tema dell’identità al centro del suo secondo album – il quarto, contando i due assemblati come progetti di fine anno quando studiava composizione al Purchase, New York. Quando suona è ombrosa e umorale, spigolosa e inquieta. A volte fa gracchiare le chitarre alla maniera dei rocker anni ’90, a volte crea trame chitarristiche tipo St. Vincent, e qualche altra volta suona come una punkettara amante del fai-da-te che adora le vecchie melodie pop. Canta l’impossibilità d’essere felice e l’inevitabilità di provarci. Nel disco, immagina la felicità come un ragazzo che ti entra in casa con i biscottini per il tè, ti porta a letto e quando ha finito scappa di nascosto mentre sei in bagno. Ma come dice Fireworks, «un giorno questa tristezza si fossilizzerà e scorderò come si fa a piangere». Nell’attesa, se trovate una foto in cui sorride avvisateci.

Ascolta il brano Happy

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