21 novembre 2016

Otis Redding - Otis Blue (1965)

Nel '65 Otis Redding mostra la sua maturazione artistica mettendo insieme un'ampia gamma di riferimenti stilistici, nonché le proprie capacità compositive: una grande miscela fra ballad e up-tempo. Con il supporto di Booker T. & The MG's, band in cui in qualche caso Isaac Hayes sostituisce il titolare alle tastiere, e di un quartetto di fiatisti, il nostro fa (ancora) riferimento a Sam Cooke con una belle versioni dello storico A Change Is Gonna Come, della frenetica Shake e dell'accattivante Wonderful World. Le corde sentimentali vengono anche toccate con poetica leggerezza sia da You Don't Miss Your Water di William Bell, che riprendendo (un po' sorprendentemente) My Girl, classico Motown scritto da Smokey Robinson per i Temptations, che lui rende in maniera eccellente. Per rifarsi alla tradizione religiosa Redding utilizza la versione di Down In The Valley rielaborata da Solomon Burke, mentre per calarsi nella più classica devil's music, oltre allo standard Rock Me Baby, incide uno dei due unici blues di sua composizione, l'ottimo Ole Man Trouble (l'altro sarà Hawg For You). L'attenzione al rock lo porta alla cover di Satisfaction, che però a causa di una certa contrattura interpretativa, non convince del tutto. Infine firma i due i capolavori dell'album, rispettivamente r&b e soul: l'irresistibile Respect e l'intessissimo, immortale I've Been Loving You Too Long (scritto con Jerry Butler), quintessenza del soul.  (Mia valutazione:  Buono)

(Gianni Del Savio)

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