6 ottobre 2016

Pixies – Head Carrier (2016)

In un vecchio numero de “Il Mucchio Selvaggio” in versione settimanale, copertina coi Warrior Soul, primi anni Duemila, appariva un’intervista a Frank Black. Al tempo era ormai affermato autore solista, lontano dall’esperienza Pixies e impegnato nella promozione di Dog In The Sand, terza fatica assieme ai Pistoleros. In quella chiacchierata (e l’intervistatore mi perdonerà se non riesco a ricordare chi fosse: se un Guglielmi, un Vignola, un Cilìa o un Testani – sto andando a memoria) il buon Charles Michael Kittridge Thompson IV, alla domanda su quali fossero le cose belle e brutte del periodo con Kim Deal, Joey Santiago e David Lovering, rispondeva più o meno che aveva apprezzato i concerti pieni e i dischi ben recensiti, sottolineando però che per quegli anni provava un leggero rammarico per la mancanza di auto-editing. Come dire che, volendo essere maliziosi, la follia dei Pixies, quella cosa che li ha resi unici al mondo, era, più che un’idea, una spinta urgentissima, irrefrenabile, del tipo “Non è che vogliamo entrare in studio: DOBBIAMO farlo”. Ed è un dato che trova conferma nella discografia di quegli anni: Surfer Rosa nel 1988, Doolittle nel 1989, Bossanova nel 1990 (e se siete tra coloro che reputano Bossanova un disco debole, forse non avete capito: provate voi ad andare dietro ai due capolavori precedenti). Questa velocità, questa incapacità di darsi freni, che in realtà ha reso quei dischi così preziosi, mi è tornata in mente quando ho letto le dichiarazioni di David Lovering a proposito della preparazione di Head Carrier, secondo album propriamente detto del nuovo corso, dopo Indie Cindy. La curiosità di vedere quanto questa creatura, messa nelle giuste condizioni di editing e preparazione, potesse rivelare parti di sé eventualmente inedite. Un’aspettativa forse inutile, visto che: a) i Pixies di oggi non sono quelli del passato, anche perché privi del contributo fondamentale di Kim Deal; b) è trascorso molto tempo da quegli anni; c) il contesto attorno alla band è completamente cambiato. Continua a leggere...

0 commenti: