21 settembre 2016

AC/DC - Highway To Hell (1979)

Suonare in lungo e in largo per gli Stati Uniti sarà anche come stare su autostrada per l'inferno», ma alla lunga paga. Il sesto album degli australiani AC/DC, il quinto ad avere distribuzione mondiale, riesce finalmente a sfondare negli States, coronando cosí un lavoro al quale la band si è dedicata con impegno. In Europa, e soprattutto in Gran Bretagna, hanno successo da tempo, in particolare da quando qualcuno ha cominciato ad associarli al punk, forse per la grezza energia che trasmettono. E' un peccato che, ora che il cerchio si chiude, Bon Scott, cantante nonché autore di tutti i testi, non possa godersi la festa: Highway To Hell è uscito da sei mesi quando lo trovano morto in un freddo mattino londinese. Pare abbia bevuto troppo la sera prima, certamente non ha il dono di sapersi scegliere gli amici se viene abbandonato in auto da solo, al termine di una lunga sessione alcolica al pub. Le ultime parole da lui pronunciate su disco sono «Na-no na-no», il saluto dell'extraterrestre protagonista del telefilm Mork & Mindy. Un tipo come lui l'ironia di una situazione come questa l'avrebbe apprezzata. In fondo è stato lui, per Touch Too Much, a scrivere gli immortali versi dedicati a una bellezza appena incontrata: «Ha il corpo di Venere, ma con le braccia». Anche «l'autostrada per l'inferno» da lui popolarizzata pare avere una genesi molto poco enfatica: era il soprannome che i frequentatori di un pub australiano avevano dato a un pezzo di strada particolarmente pericoloso, soprattutto quando si usciva di lì e ci si metteva alla guida di un'auto. E pensare che c'è stato chi ha spiegato gli omicidi appena compiuti dicendo che gliel'avevano suggerito gli AC/DC nella canzone Night Prowler (si chiamava Richard Ramirez, faceva il serial killer a Los Angeles): è proprio vero che l'ironia, specialmente quando si accoppia alle chitarre elettriche lanciate a tutto volume e a un cantato che sembra un urlo, è difficile da cogliere. Peggio per chi non ci arriva, comunque, perché nella storia del rock'n'roll gli AC/DC sono i supremi ironisti, la dimostrazione vivente che questo genere di musica è talmente vivo e vitale da poter digerire e apprezzare chi ne fa una caricatura. Accentuandone i tratti, ridendogli alle spalle, giocando con i suoi eccessi più ridicoli. (Mia valutazione: Buono)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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