26 settembre 2015

The Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967)

Paul McCartney racconta Storie, John Lennon non sa raccontare se non di sé. George Harrison gioca con il sitar e una Certa idea dell'India, Ringo Starr diventa Billy Shears e la band diventa Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, allusione all' abbandono delle scene live da parte dei quattro e insieme a un progetto di concept album che la copertina rafforza e il contenuto del disco sconfessa. Sgt. Pepper è tante cose: l'album che vince tutti i referendum sul capolavoro piú memorabile di ogni tempo, una pietra miliare, un punto di svolta, il momento in cui tutto cambia, una miscela non completamente riuscita di intenzioni diverse. I Beatles dicono di essersi ispirati a Freak Out! di Frank Zappa (che li ricambierà con We're Only In It For The Money, siamo qui solo per far soldi), ma anche un po' a Karl Heinz Stockhausen per certe iam orchestrali gentilmente dissonanti: certo, Pet Sounds dei Beach Boys, uscito l'anno prima, qualcosa conta. C'è voglia di opere complete e complesse, mondi immaginari compiuti e colorati, affermazioni di gusto, sperimentazioni tecniche.A un'analisi attenta il concept non si trova, le differenze tra le composizioni di Lennon (Lucy ln The Sky With Diamonds) quelle di McCartney (With A Little Help From My Friends) sembrano al contrario gigantesche, e appare geniale l'idea della copertina, capace da sola di dare alla miscela un legame fortissimo, perfetto collante per un album destinato a segnare un prima e un dopo nella storia del rock'n'roll. È Lennon che fa naufragare ogni progetto complessivo e l'idea che i quattro Beatles scompaiano dietro identità fittizie e che il gruppo stesso si presenti come la Banda del Club dei Cuori Solitari del sergente Pepe non lo attrae per nulla. Allora, che cosa rende speciali queste tredici canzoni, che cosa le fa considerare,— insieme — una pietra di paragone impossibile da evitare, l'idea stessa di album? Il lavoro in studio, i 129 giorni e le 700 ore di registrazioni, so-vraincisioni, esperimenti, inserti orchestrali? L'ampiezza dello spettro di sonorità diverse e apparentemente inconciliabili presenti nell'album? Le intuizioni - magari non del tutto sviluppate la scrittura delle canzoni? Il fatto che questi sono (per l'ultima volta, in un certo senso) i Beatles, e i Beatles sono i Beatles, non con tutto il rispetto — i Beach Boys o Frank Zappa? (Mia valutazione: Capolavoro)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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