12 giugno 2015

Frank Sinatra - Song For Swingin' Lovers! (1956)

I 40 anni colgono il vecchio Frank nel momento dell'inattesa rinascita, nel bel mezzo di uno spettacolare ritorno al centro delle scene sancito dall'Oscar per Da qui all'eternità (1953, vinta la statuetta, Sinatra cancella gli appuntamenti già presi con l'analista), proprio quando la tormentata separazione da Ava Gardner, una serie di ruoli sbagliati al cinema, la nascita del rock'n'roll sembrano averlo relegato tra le leggende del passato. Nel cruciale 1953, l'anno dell'Oscar, della separazione e, appunto, dell'approdo alla Capitol, cambia casa discografica: la fiducia nelle sue possibilità è limitata, il contratto è di un anno, con opzioni per sei possibili rinnovi, tutti annuali. Un po' per caso, un po' per un'intuizione di quelli della nuova etichetta, finisce a lavorare con Nelson Riddle, un trombonista che ha arrangiato per Tommy Dorsey e Nat King Cole. I've Got The World On A String, il primo prodotto della nuova collaborazione, diventa subito un successo, e Sinatra si dedica, alternandoli, al canto elegiaco dell'esaltazione amorosa e allo swing, celebrazione ritmica del piacere dei sensi. In The Wee Small Hours del 1955 è il primo album in formato 12 pollici, a 33 giri al minuto, quello che chiamano LP: canzoni degli anni Trenta e Quaranta che trasudano nostalgia e malinconico rimpianto. Songs For Swingin' Lovers, dell'anno dopo, è, come da titolo, un trionfo dello swing, ovvero -- come spiegherà lo stesso Riddle — del ritmo del sesso e del cuore umano. Riddle dice di ispirarsi al Bolero di Ravel, concepisce i suoi arrangiamenti come un crescendo che deve avere un climax intorno ai tre quarti della canzone, per chiudersi con un finale in tono minore. E l'approccio perfetto per un cantante straordinario come Sinatra, che impara a trarre il meglio dalle nuove tecniche di registrazione, concedendosi anche lievi imperfezioni vocali in nome dello swing e del coinvolgimento emotivo. L'album, come tutti quelli del periodo d'oro alla Capitol, è la sua risposta a chi gli fa del male, e insieme al rock'n'roll, che disprezza (lo chiamerà «degenerato», ma duetterà con Elvis, decenni dopo), e ai tempi nuovi che avanzano. Il bello è che, cosí facendo, inventa l'idea di 33 giri e, registrando il primo album a tema, compie il gesto piú rock'n'roll di tutta la sua interminabile attività. (Mia valutazione: Buono)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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