31 maggio 2015

The Mothers Of Invention - Freak Out! (1966)

Frank Zappa — di chiare origini italiane, suo padre è di Partinico, Sicilia — ha fatto qualche soldo come compositore di colonne sonore, ma è finito in galera dopo aver registrato un nastro Sexy-goliardico per un agente della buoncostume in incognito. Ha dovuto vendere lo studio, da lui ribattezzato Z: lo salvano dalla bancarotta chiedendogli di entrare nei Soul Giants, che poco alla volta modella a sua immagine e somiglianza. Erano un gruppo di rhythm and blues, con lui diventano una stranissima entità che prende i generi mainstream, dal rhythm and blues, appunto, al pop piú banale, li smonta e li rimonta in maniera tanto calligrafica da diventare inquietanti. I testi sono spesso allusivi e feroci, quasi sempre ironici. Sulle qualità musicali della band non sono ammesse discussioni: si ribattezzano Mothers il giorno della Festa della mamma del 1965, ma l'ambiguità sessuale c'entra poco o niente. Nell'ambiente dei musicisti Mother è l'abbreviazione di Motherfucker, un modo un po' osceno (per questo diventano Mothers Of Invention), per indicare uno che la sa lunga, e che suona alla grande. Zappa è uno di loro, un musicista: per tutta la vita terrà in casa, inquadrata, appesa al muro, la lettera autografa che da ragazzo ricevette dal compositore d'avanguardia Edgar Varèse. Gli piace giocare con i materiali poveri della cultura di massa, il doo wop e la musica da classifica, il pop per ragazzini e le sigle televisive, ma lo fa con consapevolezza, trasformando sonorità consunte dall'uso in qualcosa di diverso, in provocazioni, a volte, oppure in elementi per costruzioni musicali ardite, ai limiti del jazz piú free. E naturale che quando registrano Freak Out! tutto questo possa essere poco chiaro probabilmente anche a Zappa e ai suoi. Finiscono sotto contratto con una major ("Passando dalla fame alla povertà", scriverà poi lui) probabilmente per un equivoco, perché suonano bene e talvolta possono sembrare il gruppo rhythm and blues che sono stati. Però poi in studio, nei pochi giorni di registrazione concessigli, si reinventano abbastanza liberamente, e sul quarto lato dell'album (è il primo album doppio della storia del rock'n'roll, dirà poi Zappa) chiamano a raccolta i freak del Sunset Boulevard per un'improvvisazione percussiva collettiva (The Retum Of The Son Of Monster Magnet) che sembra citare quel nastro «porno» che l'ha portato in galera e che sposta decisamente avanti le frontiere del rock'n'roll. (Mia valutazione: Distinto)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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