21 maggio 2015

The Beatles - Revolver (1966)

Non hanno ancora chiuso con i concerti dal vivo, ma stanno per farlo. L'anno prima, in Norwegian Wood, hanno introdotto il sitar, un tocco di India dentro al pop piú occidentale che c'è. Qualcosa va stretto, al gruppo piú venerato del pianeta. Sempre nel '65, Bob Dylan è diventato elettrico, e ha reso ancora piú evidente l'esigenza, condivisa da un'intera generazione, di raccontare qualcosa di piú autentico delle solite storie di ragazzi che si amano e che vogliono tenersi per mano. I Beatles sentono forte l'esigenza di trattare l'unico processo che li interessa davvero, quello della registrazione delle canzoni come un atto creativo in sé concluso, di sperimentare con tecnologie del tutto nuove e molto promettenti. L'orchestra, i nastri fatti girare al contrario, tecniche innovative che permettono di sovrapporre due parti vocali sulla medesima traccia: Revolver è il volume due, il lato B «elettrico» e orchestrale del folleggiante Rubber Soul ed è l'album piú sperimentale che un gruppo pop abbia mai registrato finora. Naturalmente il gruppo che lo registra è all'apice dell'ispirazione. John Lennon scrive I'm Only Sleeping e Tomorrow Never Knows, i due pezzi piú psichedelici e complessi; Paul McCartney Flere There And Everyvhere, che rimarrà una delle sue preferite di ogni tempo, e Yellow Submarine, nata come canzoncina per bambini; George Harrison firma Taxman, Love You TO e I Want TO Tell You, scoprendo cosí doti d'autore fino ad allora sconosciute anche a lui stesso. Eleanor Rigby passerà alla storia come un caso unico di collaborazione tra i quattro Beatles nella stesura del testo: l'idea è di Paul, ma si racconta che ciascuno degli altri abbia dato un contributo. Certo, quando esce è il singolo piú sorprendente tra quelli fino a quel momento pubblicati dai quattro di Liverpool: parla di solitudine, morte, vecchiaia... L'idea generale, dal punto di vista produttivo, è che nulla suoni come deve, che il pianoforte non sembri un pianoforte, che le voci vengano tutte trattate, lievemente distorte. Nessuna delle canzoni di Revolver («Tutte ottime», dirà un giorno McCartney) sarà mai suonata dal vivo dai Beatles, un po' perché sono tutte molto prodotte, difficili da replicare sul palco, mola to perché i Beatles sono ormai diventati un gruppo da studio, un gruppo maturo. (Mia valutazione: Ottimo)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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