3 maggio 2015

The Beach Boys - Pet Sounds (1966)

Da mesi Brian Wilson ha rinunciato a suonare e cantare dal vivo con il gruppo. Se ne sta a casa, in California, a scrivere e a meditare. L'uscita di Rubber Soul, dei Beatles, alla fine del 1965, gli dà la spinta finale. Torna in azione. I tempi sono maturi per scrivere, suonare e registrare album interi, non semplici raccolte di canzoni: opere complesse che si sviluppino come un racconto e che non abbiano un singolo momento di debolezza. L'hanno fatto i Beatles, lo possono fare anche i Beach Boys, ora che sono grandi (lui ha quasi 23 anni), hanno successo, un pubblico che accoglie con attenzione ogni loro novità. Quando gli altri - i suoi fratelli Carl e Dennis, il cugino Mike Love, l'ex compagno di scuola Al Jardine, ai quali si aggiungerà un nuovo cantante, Bruce Johnston - tornano da un tour in Giappone e alle Hawaii, Brian gli sottopone l'idea. Basta con le canzoni sulle spiagge, le ragazze in bikini, il surf, che poi nessuno di loro pratica: è venuto il momento di cantare ciò che sentono veramente. Almeno, ciò che sente veramente lui, i suoi dubbi sulla vita, Dio e l'amore, ora che gli anni Sessanta sono a metà strada e una nuova generazione sembra pronta a emanciparsi dai genitori. Lui non è bravo a scrivere i testi, e infatti trova un tale, Tony Asher, un ex pubblicitario, che lo fa al posto suo. Ma le idee, i sentimenti, i concetti sono i suoi. Di tutti gli altri, il piú perplesso è Mike Love, che in Giappone e alle Hawaii è diventato una specie di leader del gruppo, e che pensa che Brian si sia fuso il cervello a forza di prendere droghe e che ora scriva come un cane. Il disco allora si chiamerà Pet Sounds, (Suoni da animali), ma la volontà di Brian sarà fatta. Cioè, un gruppo di musicisti che comprende anche gli altri Beach Boys suonerà in studio sotto la sua direzione le tracce strumentali, alle quali verranno poi sovrapposte le armonie vocali della band ed eventuali altri suoni aggiuntivi. Il tutto uscirà in mono, come fa Phil Spector e come la musica viene ancora normalmente ascoltata. Ma, proprio come insegna Phil Spector, la massa del suono dovrà essere compatta e travolgente. Un muro, come si dice. Il disco uscirà, i vecchi fan della band gli volteranno le spalle, ma non i musicisti. Paul McCartney dirà poi di considerare God Only Knows la canzone piú bella mai scritta e rivelerà che i Beatles lavorarono a Sgt. Pepper con l'unico scopo di battere i Beach Boys. (Mia valutazione: Distinto)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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