27 aprile 2015

Bob Dylan - Blonde On Blonde (1966)

Probabilmente nella sua testa tutto è chiaro. Ma nella realtà suonare come vuole Bob Dylan, il nuovo Bob Dylan, non è per niente facile. Ci provano The Hawks, quelli che poi diventeranno The Band, e ci riescono solo in parte. Dylan allora se ne va a Nashville, la capitale della musica country, dove i professionisti abituata a non fare troppe domande, non mancano di certo. Ne arruola un po', a tempo pieno (lavorare a piú d'un album contemporaneamente non è insolito per loro), e piazza Al Kooper come ufficiale di collegamento tra lui e la truppa. Lui sta chiuso in albergo per ore, poi esce con i testi e va in studio a improvvisare. Tiene le distanze, ama sorprenderli: quando attaccano Sad Eyed Lady Of The Lovlands, tutti pensano di dover suonare un pezzo normale, di tre, quattro minuti al massimo. Ma a ogni strofa, dopo ogni crescendo, Dylan riattacca a cantare e alla fine i minuti saranno piú di undici, una cosa mai vista, a Nashville e altrove. La canzone occuperà un lato intero di un album che sarà, per la prima volta nella storia, composto da due LP. Quando si registra un altro pezzo, pretende che tutti siano su di giri. Manda qualcuno a cercare eccitanti in farmacia, fa portare gli alcolici in studio: qualcuno beve e butta giú pasticche, qualcun altro finge di farlo. Poi chiede che ciascuno suoni uno strumento non suo, come se facesse parte di una banda paesana. Il ritornello dice infatti «Everybody must get stoned» (Tutti devono essere fuori di testa), lo ripete all'infinito, ma quando gli chiedono il titolo lui li sorprende ancora: si chiamerà Rainy Day Women & 35 (Donne per giorni di pioggia numero 12 e 35). I testi sono puntuti e poetici come non mai: si dice che parlino delle sue donne: Joan Baez, Edie Sedgwick, la ragazza del giro di Andy Warhol che sembra pazza di lui, Sara Lownds, che ha sposato segretamente da qualche mese. Ma è difficile, forse impossibile, capire realmente di che cosa si tratti. Sono sequenze di immagini, associazioni di idee, flussi di coscienza. E la musica, assolutamente elettrica, ha il compito di sorreggere l'impianto, offrire una scenografia. Dylan non sarà mal piú cosí ispirato, e il leggendario incidente motociclistico che segue l'uscita dell'album sancirà per sempre la fine della sua epoca d'oro. (Mia valutazione: Ottimo)

di P. M. Scaglione - Rock! (Einaudi)

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