John Mellencamp - The Lonesome Jubilee (1987)

Dopo anni passati a rincorrere un effimero successo, fra produzioni pacchiane e magniloquenti e cambi di pseudonimo, era prevedibile che prima o poi John Mellencamp, non a caso soprannominato "Piccolo Bastardo", ne avrebbe avuto le palle piene e avrebbe finalmente deciso di fare di testa sua. Così, dopo tre ottimi dischi di blue collar rock della migliore specie e complice un produttore finalmente lungimirante come Don Gehman, Mellencamp ha l'intuizione geniale che avrebbe cambiato la propria carriera e aperto la strada ad una scena di impronta puramente roots: al suono classico ed elettrico delle chitarre e della sezione ritmica aggiunge un turbinio di strumenti "tradizionali" come violino, fisarmonica e banjo. Il risultato è una festa di suoni, un disco seminale che getta le basi del roots-rock che sarebbe venuto di lì in poi. Ma gran parte del merito di Mellencamp e della forza del disco sta nella grandezza delle canzoni, potenti ed al contempo gioiose ed incazzate, ricche di memorie personali e familiari e di istanze sociali. E, miracolosamente, arrivò anche il successo (ovviamente americano) grazie anche alla trascinante forza dei singoli Paper on Fire, Cherry Bomb e Check it Out, tutte e tre a lungo in top ten dei brani più venduti. Ovviamente, mai successo fu più meritato per un disco che rientra nella categoria degli album seminali. (Mia valutazione: Ottimo)

(Gabriele Gatto)

Commenti

  1. Mi associo alla tua valutazione.
    Uno dei dischi della vita

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