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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2013

Bob Dylan – Highway 61 Revisited (1965)

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di Silvano Bottaro
Scegliere nella lunga discografia di Dylan gli album che bisognerebbe assolutamente avere a casa è molto difficile. Di sicuro tutti quelli che ha inciso negli anni Sessanta, che ovviamente sono pietre miliari, fondamentali e irrinunciabili. Senza per questo trascurare alcuni dischi incisi negli anni “minori”, che contengono comunque brani straordinari. Non potendo averli tutti, alcuni sono veramente essenziali: “The freewheelin’ Bob Dylan” e “The Times they are a-changin”, per quanto riguarda la fase acustica. Imperdibili anche i successivi “Another side of Bob Dylan”, “Bringing it all back home”, e poi ovviamente il qui recensito “Highway 61 Revisited “. Aggiungendo almeno “Blonde on blonde”e “Nashville skyline”, abbiamo un quadro più completo. Non è tutto, certo, ma è una buona base, per avere l’essenziale di Bob Dylan. Highway 61 Revisited - E’ difficile dire se si tratti del più bel disco di Dylan. Di sicuro è quello più importante, più completo, un manifesto visi…

Miroslav Vitous - Majesty Music (1976)

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Jeff Buckley

Come sei ora nel tuo cuore. Illuminati! Non vergognarti di ciò che sei. Sentiti come fosse una cascata. Illuminati! illuminati!  Cresci nella luce.

Thelonious Monk

Pianista (1917-1982). E' uno dei capiscuola del jazz moderno, sebbene si collochi ai margini di tutte le correnti stilistiche. Assieme a Charlie parker, Dizzy Gillespie, Bud Powell, Charlie Christian e Kenny Clarke, fu tra i pionieri del movimento bop, ma la sua originalità era tale che ogni successiva generazione di musicisti di jazz ha trovato uno stimolo diverso nella sua concezione dell'armonia, del ritmo e della struttura.
Discografia e Wikipedia

Serenesse - Alan Sorrenti

Ti ho salutata un giorno di caldo stringendomi al letto girando le spalle al tuo ultimo sguardo.
Volevo strisciare, baciare i tuoi piedi e chiedere a un altro di prendere il mio posto per essere libero di venire con te
Serenesse, Serenesse, ritorna.
Il sole è di troppo per un uomo solo che ti cerca illuso e si ritrova straniero in cento strade diverse con il desiderio di avere il tuo viso il giovane corpo che gioca con il mio sorriso
Serenesse, Serenesse, ritorna.
Odio le cose, le strade, la gente che ti vedono vivere in questo momento e contro il mio odio e la mia paura io provo a tagliare un esile tronco sul quale passare dall'altra sponda dove sei tu ad amare
Serenesse, Serenesse, ritorna.

Robert Johnson

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Nasce nel 1911 ad Hazlehurst nel Mississipi. Personaggio misterioso e musicista inquietante, Robert Johnson può essere considerato l'alchimista del blues. Una breve vita spesa in alcol, donne e imbrogli, quindi una morte violenta avvolta da un fitto alone di mistero. Assassinio o suicidio' Vendetta o tragica fatalità? Resta il fatto che questo straordinario musicista nel giro di due anni è riuscito a capovolgere tutti i canoni ufficiali del blues: la forma, la struttura, l'equilibrio dell'improvvisazione. La sua stupefacente tecnica chitarristica e le sue ballate sono dei veri modelli in espansione ripresi e amplificati sino ai giorni nostri. Come poteva questo ladro-ubriacone incallito sparire nel nulla per riapparire poi come custode geloso di tutti i segreti meccanismi della "musica del diavolo"? La leggenda narra di un patto di sangue con il maligno, il quale gli donò un prodigioso talento e una conoscenza superiore a tutte le tecniche di mille bluesmen de…

David Thomas

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Eleonora Bagarotti – Tommy (The Who)

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Se c’è un’autrice che ha un rapporto molto stretto con la musica degli Who questa è Eleonora Bagarotti. A partire da Magic Bus, uscito agli inizi degli anni zero per Editori Riuniti, la giornalista italiana ha toccato vari aspetti della musica del gruppo inglese, dai testi al catalogo dei dischi. Stavolta la sua attenzione si è focalizzata un album in particolare del gruppo. Forse non il migliore, ma sicuramente il più famoso. Tommy, uscito nel 1969, è sicuramente un album spartiacque che trasforma un quartetto di musicisti in drammaturghi e attori. La storia del ragazzo cieco, sordo e muto che trova la sua rivelazione e la guarigione grazie al flipper, mostra il grande salto verso un binomio musica-immagine che dal palco finisce prima in teatro e poi sul grande schermo. Un disco che ha il dono dell’unicità, diverso dall’epopea mod di Quadrophenia, nel suo continuo dividersi tra sogno, visioni e realtà. Per questo le chiavi di lettura dell’autrice sono var.
Grazie alle interviste di q…

Jack Bruce

Dopo anni passati nei migliori gruppi di british blues, Jack Bruce (1943) nel 1969 giunge alla sua prima prova solista "Songs for a Tailor", un disco dalle molteplòici influenze, dal folk scozzese alle ballate al jazz. Il disinvolto collage di stili prosegue anche in "Things we like" e in "Harmony row", che si avvalgono di collaboratoricome John Mc Laughlin, Jon Hisman ecc ecc.
Discografia e Wikipedia

Tom Waits al "The Show Don Lane"

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Rara"gemma" di Tom Waits dove il nostro appare nel programma televisivo australiano "The Show Don Lane" nel 1979.


Presentato e intervistato da Don Lane, noto per il suo varietà televisivo dove, tra l'altro, ha ospitato star internazionali del calibro di Elton John, Stevie Wonder, Jerry Lee Lewis e, in più di una occasione, Tom Waits.
Alla sua prima apparizione nel 1979, Waits ha 29 anni, l'intervista è assai comica (sopra), prima di andare al pianoforte (sotto) per eseguire "On the Nickel," che ha scritto per la colonna sonora del film 1980 lo stesso nome. "The Nickel" si riferisce alla zona di Skid Row di Los Angeles, lungo la 5th Street.



La canzone è stata inclusa nell'album "Heartattack and Vine". Chissà cos'hanno pensato i telespettatori australiani quando hanno visto Waits fumare una sigaretta mentre cantava...

Open the Door (To Your Heart) - Van Morrison

Apri la porta al tuo cuore
Apri la porta alla tua anima
Torna sulla cresta dell’onda
Apri la porta al tuo cuoreI soldi non ti danno soddisfazione
I soldi pagano soltanto le bollette
Si tratta di necessità, non di avidità
Apri la porta al tuo cuore
Hai gli occhi per vedere
E le orecchie per sentire
Allora perché non la smetti
Di piangere nella tua birra, mio caro?

Se nessuno ottiene ciò che vuole
Allora dimmi, a che serve?
Tutti quanti ingrassano e basta
Apri la porta al tuo cuore

I diffamatori commettono sempre degli errori
Se vuoi pareggiare i conti
Pensa a cosa c’è in ballo
Apri la porta al tuo cuore

Non pensi che io sappia chi sono i miei nemici?
Le loro labbra si fanno vedere e la porta è socchiusa
Beh, questa volta mi hanno spinto troppo oltre
Apri la porta al tuo cuore

Se hai gli occhi per vedere
E le orecchie per sentire
È meglio che la smetti, smetti
Di piangere nella tua birra, mio caro

Se non riesci a sentire la canzone, sbagli
Sono stato in zona per troppo tempo
Ascolta sol…

Joy Division – Unknown pleasures (1979)

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di Silvano Bottaro
La leggenda narra che due rockettari, Bernard Sumner (chitarra) e Peter Hook (basso) si incontrino a Manchester, la loro città, il 4 giugno del 1976. Spinti da una performance (che è anche il loro primo concerto) dei Sex Pistols, decidono di formare loro stessi una band.
Sull’onda di una totale e radicale rifondazione musicale, cercano e incontrano l’aspirante poeta Ian Curtis. Partono facendosi chiamare Warsaw in onore della canzone “Warszawa” di David Bowie, per poi cambiarlo in Joy Division nome usato nei campi di concentramento nazisti dove venivano internate le donne destinate a soddisfare il sinistro piacere degli ufficiali con la croce uncinata. Nell’Inghilterra dei fine anni ’70 travolta dal punk la provocazione era diventata norma, persino abitudine.
Circolavano voci strane su di loro e sul loro cantante, Ian Curtis, quello che nelle foto guardava da un’altra parte. Si muoveva in modo stranissimo e si diceva che sul palco simulasse crisi epilettiche. Si seppe…

Jon Hassell - Chor Moiré (1981)

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